Molto adatta a giardini informali, Lespedeza thunbergii è una specie rustica, frugale e resistente.
C’è chi la considera una erbacea perenne. E in effetti, a voler essere precisi, Lespedeza thunbergii più che un arbusto andrebbe definita, come dicono gli inglesi, sub-shrub: “sotto-arbusto”. I rami lunghi, sottili, morbidi e arcuati, che le conferiscono il caratteristico portamento a fontana, infatti, in inverno seccano e a primavera la pianta ricaccia dalla base legnosa, ricordando il comportamento di una erbacea perenne.
Un valido motivo per scoprire Laspedeza thunbergii e prenderla in considerazione sono i rami rivestiti di fiori fucsia, simili nella forma a quelli del glicine e delle ginestra, che regala tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. “Lespedeza thunbergii è estremamente vigorosa e instancabile nella sua crescita” afferma Silvia Cagnani, titolare assieme al marito Andrea Martini del vivaio Un Quadrato di Giardino, in provincia di Piacenza. “Come la maggior parte delle fabacee (un tempo leguminose) è frugale e adattabile e ha un robusto apparato radicale che le consente di sopportare anche brevi periodi di siccità”.

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Perfetta per giardini informali o di campagna, la sua collocazione ideale è senza dubbio in cima a muretti, scarpate o terrazzamenti, ma anche in vasi piuttosto alti, dai quali i rami possano ricadere liberamente. “La si può comunque piantare anche sotto a un albero di alto fusto, che le garantisca un’ombra luminosa, badando a lasciarle lo spazio adeguato”, aggiunge Andrea Martini. “Prima ancora della fioritura è molto gradevole il fogliame, di un bel verde e con graziose foglie composte da tre foglioline ovali”.
La si può lasciare da sola, oppure accostare ad altri arbusti. “Una perfetta compagna è, per esempio, Hydrangea arborescens ‘Annabelle’: quando questa terminerà la fioritura passerà il testimone a Lespedeza thunbergii“, suggeriscono i due vivaisti. “Oppure Callicarpa, che, nello stesso periodo in cui Lespedeza fiorisce, si veste di frutti bianchi o di diverse sfumature dal porpora al viola a seconda della varietà. Volendola poi sposare a graminacee ed erbacee da ombra, la scelta può cadere su Calamagrostis brachytricha, con pannocchie di fiori rosa, o su Carex flacca ‘Buis’, che forma densi ciuffi dal foglieame verde-glauco”.
Interessante anche la cultivar Lespedeza thunbergii ‘Edo Shibori’, che con la specie-tipo condivide dimensioni, portamento, esigenze e anche l’informale eleganza, a eccezione del colore dei fiori: bicolori, rosa e bianchi.

Le esigenze di Lespedeza thunbergii
Esposizione
Predilige la mezz’ombra o un’ombra luminosa. È da evitare il pieno sole.
Temperatura
Molto rustica, resiste senza problemi fino a -20 °C. Se piantata nel posto adeguato e opportunamente irrigata, non teme nemmeno il caldo.
Terreno
È molto frugale e non ha particolari esigenze in fatto di suolo, purché sia sciolto e ben drenato.
Messa a dimora
Considerato il suo apprezzabile vigore, può essere piantata tutto l’anno. Tuttavia, i momenti più indicati sono la primavera e l’autunno, dopo la fioritura. Si procede come sempre, scavando una buca leggermente sovradimensionata rispetto alla zolla e, volendo, si aggiunge alla terra di riporto una manciata di stallatico pellettato o un altro concime organico.
Irrigazione
Se in piena terra, dopo il primo anno dalla messa a dimora si irriga saltuariamente, evitando comunque che il terreno asciughi troppo. Se invece la pianta cresce in vaso si bagna con regolarità.

Concimazioni
Non sono indispensabili se l’arbusto è coltivato in piena terra. Volendo, al risveglio vegetativo e in estate lo si può aiutare con un prodotto organico come lo stallatico pellettato o l’humus di lombrico, interrandoli appena, oppure, solo in primavera con cornunghia. In vaso, invece, queste concimazioni sono fondamentali.
Potatura
A fine febbraio, dopo che la pianta ha ricacciato, si pulisce dal secco formatosi in inverno; se si desidera mantenerla più compatta, ad aprile-maggio, quando avrà già sviluppato una bella chioma verde, si tagliano i rami della metà, tornando a intervenire con la stessa modalità verso metà luglio: la pianta fiorirà sui rami nuovi, allargandosi fino a circa 1 m di ampiezza al posto dei 2 m raggiunti se lasciata libera.
Moltiplicazione
La specie si moltiplica tramite polloni basali in primavera.
Come coltivare Lespedeza thunbergii in vaso
È bene scegliere un contenitore piuttosto alto e capiente, in modo che la chioma possa ricadere morbidamente, e utilizzare come substrato un buon terriccio universale.
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