Con le sue forme scultoree, i fiori vivaci e i frutti succosi, il fico d’India è tra i protagonista dei paesaggi assolati. Vediamo come coltivare il fico d’India in piena terra e in vaso.
Il fico d’India appartiene al genere Opuntia, della famiglia delle Cactaceae. Originario del continente americano, cresce spontaneamente in un’area vastissima che si estende dal sud degli Stati Uniti fino all’Argentina. La sua struttura è inconfondibile: il fusto è suddiviso in segmenti succulenti chiamati cladodi, comunemente noti come “pale“. Possono essere appiattiti e ovali, ma anche globosi o cilindrici, a seconda della specie. Poiché le foglie sono assenti, sono proprio i cladodi a svolgere la fotosintesi e a immagazzinare l’acqua, permettendo alla pianta di resistere anche in ambienti aridi e assolati.
Le dimensioni variano notevolmente: si passa dai pochi centimetri di Opuntia fragilis fino ai circa cinque metri di altezza di Opuntia ficus-indica. Le foglie, presenti solo in forma rudimentale nelle prime fasi di sviluppo, vengono sostituite da spine, che rappresentano un efficace sistema di difesa contro gli animali erbivori. I fiori, grandi e appariscenti, sbocciano generalmente tra aprile e luglio sulla sommità delle pale. Sono formati da numerosi petali dall’aspetto setoso, con colori accesi che spaziano dal giallo all’arancione, dal rosa al rosso. Al centro spicca un fitto ciuffo di stami, che rende la fioritura ancora più scenografica.
I frutti sono carnosi, semplici e oblunghi, privi di endocarpo legnoso. Possono contenere oltre trecento semi e, dal punto di vista botanico, vengono classificati come acrosarchi. Succosi, colorati e protetti da una buccia spinosa, rappresentano una delle caratteristiche più note e gustose di questa sorprendente pianta. Vediamo come coltivare il fico d’India in piena terra e in vaso.

Indice dei contenuti:
Come coltivare il fico d’India
Esigenze colturali
Le opunzie rustiche si piantano a sud o a sud-ovest in terreno molto ben drenato, preferibilmente con pH neutro. Nelle zone molto piovose e gelide meglio realizzare aiuole sopraelevate rispetto al piano di campagna, lasciando alla base uno strato consistente di ciottoli e detriti grossolani, da coprire con una miscela di 1/3 di terra da giardino, 1/3 di sabbia grossolana o lapillo e 1/3 di compost. Nessuna innaffiatura in inverno, e in estate solo di soccorso in caso di siccità protratta.
Piantagione
Va eseguita in primavera quando la terra si è riscalta. Non fornire concimazioni, abituando da subito i giovani esemplari all’assenza di nutrimento. In questo modo le piante crescono più compatte e più resistenti alle avversità. Lasciare spazio sufficiente attorno a ogni esemplare, se la specie ha portamento espanso. Dopo la piantagione innaffiare per compattare la terra attorno alle radici. Opuntia ficus-indica (tiene bene fino a -6 °C) va pinatato a formare siepe, oppure come elemento isolato facilmente raggiungibile per la raccolta dei frutti e per la manutenzione.
Come coltivare il fico d’India in vaso
È ideale dove c’è solo un terrazzo o un cortile ben esposto. Indispensabile un cosistente strato di drenaggio sul fondo e un vaso sufficientemente largo, perché queste piante tendono a espandere l’apparato radicale in superficie. D’estate innaffiare una volta alla settimana, d’inverno una volta al mese se i vasi non ricevono la pioggia trovandosi sotto un portico o in un vano scale.

Manutenzione
Le opunzie vanno avvicinate muniti di guanti di pelle, pinze e fogli di giornale ripiegati a strisce per rimuovere parti secche o danneggiate e per raccogliere i frutti (quasi sempre commestibili, anche se insipidi a quelli del fico d’india da frutto, Opuntia ficus-indica). La manutenzione generale si effettua a inizio primavera per preparare la pianta a una nuova stagione di crescita.
Attenzione: il rinvaso si fa almeno ad anni alterni. Si asportano le radici annerite o secche, lavorando con forbici disinfettate passandole ripetutamente sulla fiamma di un accendino. Per lasciare tempo alle radici di cicatrizzare, bisognerà attendere qualche giorno prima di innaffiare.
Scozzolatura
Per ottenere frutti di grossa pezzatura e molto dolci, il fico d’India deve essere sottoposto alla scozzolatura, che consiste nell’asportare dalle piante in primavera le nuove pale e i loro fiori. Oltre a diradare la vegetazione che si sovrappone, questa operazione ritarda la produzione dei frutti, che saranno più pregiati.
Raccolta dei frutti di fico d’India
È necessario un coglifrutta e direttamente da questo – senza toccarli – i frutti vanno immersi in acqua fredda. Indossando guanti, farli rotorare perché perdano la maggior parte dei piccoli aculei, dolorosissimi se entrano in contatto con la pelle.

Moltiplicazione
Per talea
In primavera-inizio estate. Basta staccare una “pala” ovvero un’intera porzione e lasciare esposta per qualche giorno all’aria la zona di taglio perchè cicatrizzi. in seguito appoggiate su terriccio leggero e sabbioso, le talee radicano piuttosto presto.
Da seme
Può essere più complessa e, per quanto si tratti di un genere di piante a crescita rapida, in qualche caso può richiedere anni prima di ottenere un nuovo esemplare adulto.
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