Facili da coltivare in piena terra, le eriche sono piccoli arbusti, ma anche grandi cespugli e perfino alberi, che regalano lunghe fioriture dai dettagli preziosi. Vediamo insieme come coltivarle.
Graziosa e colorata, l’erica appartiene alla famiglia delle Ericaceae. Originaria soprattutto dell’Africa meridionale, è diffusa anche in Europa e nelle zone mediterranee. Le sue foglie sono piccole, sottili e aghiformi, mentre i fiori, delicati e numerosi, hanno una tipica forma a campanella. La fioritura regala colori vivaci, dal bianco al rosa, fino al lilla, al viola e al rosso. Vediamo insieme come coltivarla.

Come coltivare l’erica
Clima
- Le eriche erupee originarie dei climi freddi, come Erica carnea, E. x darleyensis, E. tetralix, E. vagans e Calluna vulgaris, sono molto rustiche (temperatura minima -15/-20 °C), per cui possono essere coltivate fino alla zona di rusticità 6B; soffrono il caldo estivo, per cui sono più adatte alle zone fresche.
- Le specie mediterranee, come E. arborea, E. multiflora, E. manipuliflora, tollerano brevi gelate fino a -10 °C (zona 8B) e il caldo estivo.
- Le sudafricane, come E. autumnalis, E. melanthera ed E. verticillata, sopravvivono solo a brevi abbassamenti di temperatura fino a -5 °C (zona 9A).
Esposizione
Pieno sole. Evitate in particolare di piantarle sotto alle caducifoglie perché le foglie, se non rimosse, le fanno marcire.
Terreno
Sciolto, fresco e ricco di humus, in generale a reazione acida: alcune, come le mediterranee Erica arborea, E. carnea, E. manipuliflora ed E. multiflora, tollerano invece una certa presenza di calcare.
Irrigazioni
In piena terra le eriche possono sopportare periodi di siccità, ma in vaso non tollerano il benché minimo momento di asciutto; inoltre, data la consistenza e la piccolezza del fogliamo, non mostrano sintomi di sofferenza in caso di mancanza d’acqua, per cui le si vede seccare di colpo. Vanno bagnate anche in inverno, sia in vaso sia in giardino, in modo da conservare il terriccio sempre fresco. In vaso, state anche attenti a evitare i ristagni d’acqua nel sottovaso.

Concimazioni
Devono essere molto leggere, perché è facile bruciare le delicate radici. In piena terra, se il terreno è fertile si può evitare di concimarlo; se invece è povero, arricchitelo distribuendo tutti gli anni, in inverno, un concime organico. In contenitore, è sufficiente aggiungere al momento del rinvaso una dose minima (calcolate un terzo di quella indicata sulla confezione) di un concime a lenta cessione.
Rinvaso
Si effettua in primavera, aumentando gradualmente le dimensioni del contenitore, in rapporto a quelle della pianta. Più ampio e il vaso e meno si rischiano i pericolosissimi colpi di secco.
Potatura
A parte E. arborea e le sue varietà, che possono anche essere non potate, per tutte le altre è bene accorciare la vegetazione dopo la fioritura, per conservarle compatte, cespugliose e fiorifere. Nell’effettuare l’operazione, eliminate la parte sfiorita, na non arrivate a tagliare il legno vecchio, perché potrebbe non ricacciare nuova vegetazione.
Moltiplicazione
Le eriche si propagano con facilità per propaggine, interrando un ramo vicino al terreno e poi tagliandol,o una volta che è radicato; l’operazione può essere eseguita sia in inverno sia durante la bella stagione. Oppure si moltiplicano per talea semi-legnosa, in marzo e, quella a fioritura autunno-invernale, anche in luglio-agosto. Prelevate da rami semi-legnificati che non abbiano fiorito, talee lunghe 4-5 cm e fatele radicare in sabbia e torba in parti uguali, ricoperte da un foglio di plastica trasparente: radicheranno in pochi mesi.
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