Se pensavate di conoscere tutto degli agrumi, lasciatevi sorprendere dal pomelo (Citrus grandis o Citrus maxima). Albero dalle origini antiche (già 4000 mila anni fa il pomelo era simbolo di buon auspicio) e dai frutti più grandi dell’intero genere Citrus, è la pianta madre da cui si originano diverse varietà moderne, tra cui il pompelmo e alcune arance. Continua a leggere e scopri come coltivare il pomelo passo dopo passo.
È conosciuto anche come pummelo o pampaleone ed è considerato uno degli agrumi originari, come cedro e mandarino, da cui derivano gli altri frutti coltivati oggi attraverso incroci naturali o selezioni. Originario probabilmente della Cina meridionale, con alcuni esperti indicano anche Thailandia, Polinesia o Penisola Malese come possibili aree di origine, ha un frutto del pomelo che può raggiungere i 30 cm di diametro (un pallone da calcio misura fino ai 21.5 cm) e pesare anche 5 kg. Introdotto in Europa nel Settecento; in Liguria è noto come sciadocco, dal capitano inglese Shaddock che lo riportò in Italia dai Caraibi.
Se fin qui la storia e le caratteristiche del pomelo vi hanno incuriosito, continuate a leggere: scopriremo come gustarlo al meglio e quali sono le condizioni ideali per coltivarlo in Italia, dalla scelta del terreno alla potatura e propagazione.
Indice dei contenuti:

Cos’è il pomelo e come si mangia?
Il pomelo appartiene alla famiglia delle Rutaceae ed è un piccolo albero (4-6 m di altezza) molto vigoroso, con rami spinosi e foglie ellittico-ovali, coriacee, con margine intero e picciolo alato, tipico delle specie di agrumi originarie.
I fiori sono grandi, bianchi e profumati, disposti singolarmente o in piccoli gruppi. Pur essendo bisessuali – cioè capaci di autoimpollinazione – la pianta produce frutti solo quando raggiunge una certa maturità e le condizioni climatiche sono favorevoli. La fioritura è abbondante e, in condizioni ottimali, può avvenire più volte l’anno, rendendo possibile la presenza di frutti quasi tutto l’anno.
Il frutto ha una buccia spessa e protettiva, che va rimossa insieme allo strato bianco interno, detto albedo. La polpa è succosa, dolce e leggermente acidula, con vescicole ricche di succo, flavonoidi e vitamina C. Il pomelo è maturo quando la sua fragranza si percepisce a distanza e la scorza mostra una cromia uniforme dal verde chiaro al giallo rosato.
Una volta sbucciato, il pomelo va consumato subito per evitare l’ossidazione e la perdita di vitamine. Si gusta principalmente fresco, a spicchi, ma può essere anche inserito in insalate, macedonie, spremute e dolci. Nonostante le dimensioni imponenti, è un frutto ipocalorico, con stagionalità che va da settembre a gennaio.
Che frutto è il pomelo?
Sotto l’aspetto botanico, il frutto del pomelo è un esperidio, termine che indica il caratteristico frutto degli agrumi. Può raggiungere dimensioni straordinarie fino a 30 cm di diametro, con forma sferica, piriforme o leggermente appiattita. Ha epicarpo spesso (la buccia), mesocarpo spugnoso (l’albedo) e endocarpo segmentato in 9–18 spicchi carnosi. I semi sono monoembrionici, caratteristica che lo distingue dal pompelmo.
Che differenza c’è tra pomelo e pompelmo?
Il pomelo è considerato il progenitore diretto del pompelmo (Citrus × paradisi), ma i due frutti si differenziano sia botanicamente sia per caratteristiche organolettiche.
Il pomelo è il frutto di Citrus maxima, con germogli pubescenti, frutti molto grandi (piriformi, sferici o leggermente appiattiti) e semi monoembrionici. Il pompelmo, invece, è un ibrido naturale tra pomelo e arancio, dalla polpa più succosa, leggermente acidula e con gusto amarognolo, mentre il pomelo mantiene un equilibrio tra dolce e acidulo più delicato. I semi sono poliembrionici, cioè più embrioni germinano da un singolo seme fertilizzato.
I fiori del pomelo poi presentano petali più grandi, spessi e dai boccioli puntinati.


A cosa fa bene il pomelo?

Consumare un solo frutto di pomelo consente di ottenere una formidabile riserva sia di vitamina C che del complesso del gruppo B. Contiene minerali come zinco, ferro e potassio, quest’ultimo importante per la contrazione muscolare, la regolazione della pressione arteriosa e la trasmissione degli impulsi nervosi. Un frutto può fornire fino a 6 grammi di fibre, contribuendo al raggiungimento del fabbisogno giornaliero (25 g per le donne, 38 g per gli uomini). Con sole 38 kcal per 100 grammi, si può considerare un frutto ipocalorico.
Come coltivare il pomelo
Clima
Il pomelo è una pianta subtropicale che predilige temperature calde e stabili per crescere, fiorire e fruttificare correttamente. Le temperature ideali per coltivare il pomelo e avere frutti si collocano tra circa 23 °C e 30 °C; al di sotto dei 10 °C la pianta può subire danni alle foglie e alla struttura generale, e non tollera le gelate.
In Italia le zone più adatte sono quelle costiere meridionali e mediterranee, dove le temperature invernali raramente scendono sotto i limiti critici e dove la stagione vegetativa si estende per buona parte dell’anno. Il pomelo, se coltivato in vaso, può essere spostato o protetto durante i mesi freddi.
Dove cresce il pomelo in Italia?
La coltivazione del pomelo in Italia è limitata a regioni dal clima mite come Liguria e Sicilia. Può essere coltivato anche in vaso, per proteggere la pianta nei mesi freddi portandola al chiuso. Tollera infatti temperature fino a 1-5 °C.
L’esposizione ottimale per coltivare il pomelo
Il pomelo richiede piena luce solare per una crescita sana e una buona produzione di fiori e frutti: almeno 6–8 ore di sole diretto al giorno sono ideali, con luce uniforme e senza eccessiva ombra di edifici o altri alberi. Nelle regioni più calde, o sui caldi terrazzi urbani, assicurarsi una protezione dai raggi diretti del sole nelle ore più calde dell’estate. Scegliere un luogo molto luminoso anche in inverno.
Potatura
La potatura ha un ruolo importante sia nel mantenere la forma dell’albero che nell’ottimizzare la produzione. La potatura per coltivare il pomelo si effettua alla fine dell’inverno, prima della prima crescita primaverile.
- Tutti i getti che si sviluppano al di sotto del punto di innesto devono essere rimossi prontamente.
- Nei primi 3 anni circa, eseguire una potatura di crescita. L’albero va favorito nella ramificazione e nello sviluppo della chioma. Per questo motivo, si accorciano soltanto i rami più lunghi, presenti nella parte alta della pianta, riducendoli di circa un terzo o, se particolarmente sviluppati, fino a metà della loro lunghezza.
- Dal quarto anno, si procede con la potatura di formazione. Per il pomelo, il tronco va prima liberato dai rami bassi, partendo dal punto d’innesto fino a un’altezza di circa 1–1,2 metri. I rami centrali dell’albero devono essere completamente eliminati, così da ottenere una chioma aperta che permetta alla luce di penetrare fino al cuore della pianta. I rami principali vanno indirizzati verso l’esterno, mentre quelli secondari che si incrociano o si raggruppano come una scopa devono essere diradati. Infine, le estremità troppo lunghe dei rami principali e secondari possono essere accorciate, lasciando circa 30–40 centimetri dall’ultimo ramo.
- Negli agrumi piantati direttamente in giardino, gli interventi di potatura diventano quasi eccezionali una volta che gli alberi hanno raggiunto la piena maturità. Specie di grandi dimensioni, come yuzu e pomelo, sviluppano una chioma ampia e a forma di ombrello: in questi casi è sufficiente eliminare i succhioni alla base e sul tronco.
- Negli agrumi piantati direttamente in giardino, gli interventi di potatura diventano quasi eccezionali una volta che gli alberi hanno raggiunto la piena maturità. Specie di grandi dimensioni, come yuzu e pomelo, sviluppano una chioma ampia e a forma di ombrello: in questi casi è sufficiente eliminare i succhioni alla base e sul tronco.
- Per gli agrumi adulti, la potatura si rende necessaria principalmente in seguito a incidenti, ad esempio per rimuovere rami spezzati prima che possano danneggiare la corteccia. Inoltre, se il gelo provoca danni a giovani germogli o rami secondari, tutte le parti annerite o compromesse devono essere eliminate alla fine dell’inverno.
Concimazione
La concimazione è fondamentale per sostenere la crescita, la fioritura e l’allegagione dei frutti.
- Utilizzare fertilizzanti specifici per agrumi, bilanciati nei principali nutrienti (N‑P‑K) e con microelementi come magnesio, zinco e manganese.
- È consigliabile concimare prima della fioritura, poi a metà della stagione vegativa e prima dell’ingrossamento dei frutti.
- In suoli poveri, una base di concime organico (molto usati i lupini) o letame maturo può favorire la struttura del terreno e la disponibilità dei nutrienti.
- È importante non eccedere con l’azoto nella fase finale prima della raccolta, poiché un eccesso può favorire la vegetazione a scapito della qualità del frutto.
Inverno e protezione dal freddo per il pomelo
Per coltivare il pomelo è importante proteggerlo dal gelo invernale. Il pomelo è sensibile alle basse temperature, temperature minime continuative al di sotto dei 1-5 °C possono danneggiare il tessuto vegetativo e danneggiare i fiori, compromettendo la produzione di frutti.
Durante gli inverni freddi, è utile portare il pomelo coltivato in vaso in serra fredda, oppure predisporre coperture di tessuto-non tessuto quando la pianta è in piena terra. Nei mesi più rigidi è consigliabile ridurre l’irrigazione e limitare le potature.
