La camelia apre i suoi petali quando il resto del giardino ancora dorme. È la “rosa d’inverno“, tra le piante predilette dalle corti europee nel Settecento. Una guida completa alla cura e alla coltivazione della camelia, dalle esigenze di terreno alla potatura fino al ricco panorama di specie, cultivar e ibridi.
Il genere Camellia, classificato all’interno della famiglia delle Theaceae, comprende circa 200-300 specie di arbusti e piccolo alberi sempreverdi, tutti originari dell’Asia orientale. Le foglie di questa pianta sono coriacee, lucide sulla pagine superiore e con margine finemente seghettato. Il fiore è la vera meraviglia: può essere semplice, semidoppio, ad anemone, a peonia, doppio o rosiforme.
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Camelia: specie, varietà e cultivar
Camellia japonica
La C. japonica è la specie più coltivata al mondo a scopo ornamentale. Ha portamento compatto, fogliame lustro e fitto e i fiori, che compaiono tra gennaio-febbraio fino a maggio a seconda della cultivar, vanno dal bianco puro al rosso scarlatto, passando per sfumature di rosa e malva. Può resistere fino a -15 °C, anche se i boccioli aperti soffrono già a -3 °C. Il numero di cultivar registrate ufficialmente nell’International Camellia Register supera le 2.500, rese possibili da secoli di selezione in Oriente e da quasi 3 secoli di ibridazione in Europa e America.

Camellia reticulata
C. reticulata, originaria della Cina sud-occidentale, è la specie più scenografica del genere. Resistente fino a circa -5 °C, richiede posizioni riparate. Il termine “reticulata” fa riferimento alla venatura delle foglie, marcatamente reticolata. La fioritura, nell’area d’origine, si colloca tra fine inverno e l’inizio della primavera. In genere è considerata più esigente rispetto a molte C. japonica, predilige mezz’ombra e posizioni riparate dal vento, con suolo acido, ricco di sostanza organica e ben drenato.

Camellia sinensis
C. sinensis è un arbusto sempreverde con piccoli fiori bianchi profumati che sbocciano in autunno. È alla base di tutti i tè conosciuti: verde, nero, bianco, oolong, pu-erh. Originaria dell’Asia orientale e sud-orientale, ha foglie coriacee con margine seghettato e la fioritura si colloca in autunno-inverno. C. sinensis richiede suoli acidi, ben drenati e ricchi di sostanza organica e predilige climi umidi e temperature miti. L’esposizione ideale è luminosa e le potature periodiche sono fondamentali per mantenere la pianta a un’altezza gestibile e stimolare l’emissione di nuovi getti.

Camellia x williamsii
Gli ibridi di Camellia x williamsii sono nati in Cornovaglia, a Caerhays Castelle, dove J.C. Williams ha incrociato C. saluenensis con diverse cultivar di C. japonica. Il risultato è una serie di piante rustiche, rifiorenti e capaci di adattarsi a condizioni meno ideali rispetto alla japonica pura. Inoltre, rispetto a molte C. japonica, questi ibridi tollerano meglio il freddo. Camellia x williamsii prediligie mezz’ombra e l’irrigazione deve essere regolare.

Coltivazione della camelia: dove posizionarla e quale terreno scegliere
Esposizione
In natura la camelia cresce sotto alberi di alto fusto in foreste temperate e umide. In giardino richiede mezz’ombra luminosa, con abbondante luce ma senza sole diretto nelle ore centrali. L’esposizione ideale è a nord-est.
Temperatura
Predilige climi temperati umidi. La messa a dimora è consigliata in primavera (marzo-maggio) per consentire l’attecchimento prima dell’estate e in autunno (settembre-ottobre) nelle zone a clima mite.
Terreno
Il terreno ideale per la coltivazione della camelia è ricco di humus e sostanze organiche, con una buona ritenzione idrica, assenza assoluta di ristagni e ben aerato. In piena terra si consiglia di ammendare con torba acida, compost di foglie di quercia o castagno e aghi di conifera, mentre in vaso di utilizzare terriccio per acidofile e un 20-30% di perlite per drenaggio, evitando terricci universali.
Come innaffiarla e concimarla correttamente
Innaffiatura
In estate con frequenza quotidiana in vaso, evitando substrato zuppo. In inverno ridurre drasticamente, senza far seccare completamente il terreno.
Comcimazione
- Fine fioritura (aprile-maggio): concime per acidofile ricco di azoto e microelementi chelati;
- Luglio: concime equilibrato o leggermente più ricco in fosforo e potassio per sostenere i boccioli;
- Settembre-ottobre: solo fosforo e potassio, senza azoto, per irrobustire i tessuti. Non concimare dopo ottobre.
Potatura
Maggio-giugno per C. japonica, marzo-aprile per C. sasanqua. Eliminare rami secchi o malati, incrociati o che tendono verso l’interno e troppo lunghi. Rimuovere con cesoie affilate e disinfettate, tagliando a 45° sopra le gemme rivolte verso l’esterno. Utilizzare il mastice per tagli grandi. Evitare potature drastiche in autunno/inverno.
La tecnica del disbudding
Il disbudding è una pratica colturale che consiste nel togliere intenzionalmente alcuni boccioli dalla piatta per permettere a pochi selezionati di svilupparsi con maggior vigore. L’idea è che rimuovendo i boccioli in eccesso, le energie della pianta si concentrino su un numero ridotto di fiori, che quindi tendono a crescere più grandi, robusti e ben formati. Il disbudding non è una procedura universale: molte camelie, specie le C. sasanqua, fioriscono meglio con numerosi fiori piccoli e ravvicinati, e in questi casi rimuovere boccioli è controproducente. Questa tecnica viene utilizzata soprattutto da chi punta sulla qualità estetica del fiore, piuttosto che alla quantità di colore nel giardino. Il disubbing è, in sostanza, un compromesso: si sacrifica parte della resa numerica per ottenere fiori di maggiore dimensione e qualità. Ma va applicata con giudizio, conoscendo le specie di camelie e lo scopo per cui la si coltiva.
Coltivazione corretta della camelia in vaso
Scegliere un substrato per acidofile (pH 5,0-6,5), utilizzare una miscela ben drenante, come torba o fibra di cocco con aggiunta di corteccia compostata e pomice/perlite. Evitare substrati calcarei, perché la camelia è sensibile alla clorosi ferrica. Il vaso deve essere profondo, con un ottimo drenaggio, e i rinvasi devono avvenire ogni 2-3 anni, senza disturbare eccessivamente il pane radicale. Per quanto riguarda il concime, deve essere specifico per acidofile, nel periodo tra primavera e inizio estate, evitando eccessi di azoto, che favoriscono vegetazione a scapito della fioritura.