Arbusti ornamentali di grande fascino, gli amamelidi sono apprezzati soprattutto per la loro fioritura invernale, rara e scenografica.
Il genere Hamamelis, appartenente alla famiglia delle Hamamelidaceae, comprende sei specie, tra cui quattro sono particolarmente apprezzate e coltivate per scopi ornamentali: Hamamelis japonica, originaria del Giappone; Hamamelis mollis, proveniente dalla Cina; Hamamelis virginiana, diffusa in Nord America; e Hamamelis × intermedia, un ibrido noto per la ricchezza e la varietà cromatica dei suoi fiori.
Gli amamelidi hanno una distribuzione che abbraccia gli Stati Uniti e l’Estremo Oriente e si presentano come arbusti decidui dalla chioma ampia e allargata, che nei nostri climi raggiungono generalmente dimensioni comprese tra i 4 e i 6 metri sia in altezza sia in larghezza. Le foglie, simili a quelle del nocciolo, sono alterne, rotonde o ovali, e in autunno si tingono di vivaci sfumature rosse, gialle e arancioni, aumentando ulteriormente il valore ornamentale della pianta.

La caratteristica più distintiva degli amamelidi è la fioritura, che avviene tra novembre e marzo, spesso quando la pianta è priva di foglie. I fiori, intensamente profumati, sono riuniti in mazzetti di 2–3 e formati da 4 sepali e 4 petali nastriformi e ondulati, di colore giallo, arancio o rosso. Alla fioritura seguono capsule che, a maturità, si aprono liberando due semi neri.
Grazie alla combinazione di fioritura invernale, profumo intenso, resistenza al freddo e spettacolari colori autunnali, gli amamelidi rappresentano una presenza preziosa e raffinata nei giardini e negli spazi verdi.
Caratteristiche degli amamelidi
Clima
Molto rustici, possono essere coltivati fino a 800 m di altitudine.
Esposizione
Sole; ma in pianura, se fa caldo, meglio la mezz’ombra.
Terreno
Fertile, fresco, leggero, non calcareo (le varietà innestate su Hamamelis virginiana, tollerano il calcare). Possono essere coltivati anche in suoli argillosi, purché all’impianto si usino attenzioni particolari.
Scelta della pianta
Conviene partire da piante alte almeno 1,50 m, in vaso largo 25 cm, lasciando le prime fasi di coltivazione, meno semplici, ai vivaisti. Da questa dimensione in poi, gli amamelidi crescono senza problemi e tollerano meglio il trapianto.

Messa a dimora degli amamelidi
Per quanto robusti e adattabili, cresceranno meglio e più forti se curerete bene l’impianto. Scavate un’ampia buca e mescolate alla terra di risulta stallatico e un buon terriccio, composto da torba bionda di diversa pezzatura e lapillo vulcanico, capace perciò di ritenzione idrica ma ben drenato. Le dimensioni della buca e le proporzioni fra i diversi componenti del substrato dipendono dal tipo di terreno.
- Terreno fertile e leggero: la buca deve essere larga due volte la dimensione del pane di terra dell’amamelide e 20 cm più profonda. Mescolate 50 per cento di terra di risulta, 25 di terriccio e 25 di stallatico, con cui riempire tutta la buca (disegno a destra, sopra).
- Terreno sabbioso, molto drenante: la buca deve essere larga due volte la dimensione della zolla e 20 cm più profonda; mescolate 30 per cento di terra, 40 di terriccio e 30 di stallatico.
- Terreno argilloso, pesante, poco drenato: la buca deve essere tre volte più larga e solo 10 cm più profonda. Le radici verranno così spinte a svilupparsi in orizzontale più che in verticale, evitando gli strati più profondi del terreno, dove in futuro potrebbero verificarsi ristagni idrici. Riempite i 10 cm sotto il pane di terra e i primi 20-25 cm tutto intorno con un substrato fatto di 80 per cento di terriccio e 20 di stallatico; lo spazio restante, invece, con una miscela composta da 60 per cento di terra di risulta, 20 di terriccio e 20 di stallatico (a destra, sotto).

Amamelidi in vaso
Avendo un apparato radicale poco invadente, gli amamelidi si adattano bene alla coltivazione in vaso. Per i primi anni basta sia largo 40 cm, poi 60. In inverno spostate il vaso vicino a casa, per apprezzare fiori e profumo.

Innaffiature
Amano i terreni freschi, per cui dove primavera ed estate sono calde e piove poco vanno bagnati con regolarità.
Concimazioni: quando è davvero necessaria
Utile, ma non indispensabile nei terreni fertili, somministrare loro un concime organico ricco di fosforo e potassio, sia in tarda primavera sia una volta passato il caldo estivo.
La potatura degli amamelidi: interventi minimi ma mirati
Una volta formati, è sufficiente eliminare i polloni che si sviluppano sotto al punto di innesto. Cercate di tagliarli 2-3 cm sotto il livello del terreno, per ridurre le possibilità che si riformino. La potatura si limita alla pulizia, comunque molto ridotta, poiché producono pochi rami secchi. In inverno potete tagliare qualche rametto in boccio per portarlo in casa.
Propagazione degli amamelidi: dalla semina alla fioritura
Le specie possono essere riprodotte per seme (H. virginiana in particolare, che in giardino si autodissemina con facilità), ma occorrono 4-5 anni per i primi fiori; inoltre le nuove piante presentano grande variabilità di forme e colori.