L’amamelide è uno degli arbusti più sorprendenti del giardino: fiorisce nel cuore dell’inverno, quando tutto sembra immobile, regalando colori caldi e un profumo intenso.
Ancora poco conosciuta in Italia, questa pianta ornamentale da giardino, elegante e resistente, conquista con i suoi fiori curiosi e una storia affascinante, fatta di botanica, passione e selezione paziente.
La storia di Jelena de Belder
Jelena ha la chioma ramata, Diane e Livia di un rosso più scuro, la prima con tocchi rosa‑fragola. Ma non si tratta di ragazze: ‘Jelena’, ‘Diane’ e ‘Livia’ sono infatti tre varietà di amamelide, arbusto dalla fioritura invernale esplosiva e profumata.
I fiori sono davvero curiosi, con quattro petali nastriformi, un po’ ondulati, che con il gelo si arricciano, facendo assumere loro l’aspetto di ragnetti colorati. Sbocciano tutti insieme, in gran quantità, sui rami ancora spogli, e durano per più di due mesi, perché il freddo ne frena la maturazione. Anche i fiori recisi, portati in casa, continuano a fiorire per oltre 20 giorni, profumando intere stanze. ‘Jelena’, ‘Diane’ e ‘Livia’ hanno anche una storia speciale da raccontare. Sono infatti state selezionate da Jelena de Belder, giardiniera e botanica d’eccezione, che le ha dedicato rispettivamente a se stessa, alla figlia e alla nipotina.

Durante la seconda metà del secolo scorso Jelena de Belder, di origini slovene, diplomata in orticoltura e dal 1998 al 2003 vicepresidente della Royal Horticultural Society, ha raccolto in giro per il mondo, durante i viaggi di lavoro del marito, Robert de Belder, anch’egli appassionato di piante e giardini, molte specie legnose. Introdotte nel suo giardino in Belgio, ha poi selezionato numerose cultivar: di Hamamelis, appunto, ma anche di magnolie, Rhododedron yaku shimanum, Hydrangea serrata e paniculata.
Dal 2003 Jelena de Balder non c’è più, ma i suoi amamelidi continuano ad avere fortuna, in particolare in Olanda, principale centro di riproduzione europeo.
Amamelide, un arbusto da fiore ancora poco conosciuto in Italia
«In Italia, invece, gli Hamamelis sono ancora poco conosciuti», racconta il vivaista Enrico Cappellini, che ne ha una collezione, «anche perché amano i climi freschi, per cui crescono veramente bene soltanto nelle zone settentrionali. Non per niente, nel giardino di Jelena de Belder, nel Belgio freddo e piovoso, ho visto esemplari di cinquant’anni di età, alti 6-8 metri, una dimensione che da noi non raggiungono. In ogni caso, sono piante molto robuste, adattabili e facili da coltivare».
Eleganza naturale in ogni stagione
Gli amamelidi possiedono un portamento armonioso, forma ad ampio cono rovesciato, una luminosa corteccia grigio chiaro e linee pulite e spoglie, perché ramificano poco. Belle anche le foglie, più o meno ovate e appuntite, che in autunno si fanno giallo-dorato o rosso-arancio, altro pregio di cui tenere conto. Sono tanto simili a quelle del nocciolo da aver valso a questi arbusti il nome di “nocciolo delle streghe”.
Cosa c’entrino queste ultime, però, è poco chiaro: forse perché i loro rami sono dotati di proprietà rabdomantiche come quelle attribuite a Corylus avellana? O forse per l’aspetto “scarruffato” dei fiori? O per le proprietà emollienti dell’interno della corteccia, il cui estratto era già usato a questo scopo dagli indiani d’America?

Origini e specie di Hamamelis
Delle sei specie esistenti, Hamamelis virginiana e H. vernalis provengono dagli Stati Uniti settentrionali, le altre quattro dall’ Asia orientale. Le differenze tra loro e tra le numerose varietà derivate sono poco appariscenti, basate soprattutto sulle dimensioni e i colori dei fiori e, in autunno, delle foglie. Si differenziano inoltre per le esigenze in fatto di terreno e, in parte, per il periodo di fioritura.
Le specie di amamelide più coltivate
La specie più diffusa, nonostante sia arrivata in Europa per ultima nel 1902, è la cinese Hamamelis mollis, che si distingue per il portamento più eretto; le foglie grandi, tondeggianti, verde lucido e gialle in autunno, pubescenti sulla pagina inferiore; i petali lunghi e dritti, giallo intenso, con l’interno del calice rosso porpora. Tra le sue varietà, ‘Pallida’ è la più nota: i fiori grandi, giallo chiaro, sono particolarmente profumati e si aprono tutti assieme, all’improvviso.
Viene invece dal Giappone H. japonica, che ha portamento allargato, foglie grandi, fiori gialli dai petali arricciati; giallo zolfo nella varietà ‘Sulphurea’, giallo limone in ‘Zuccariniana’, più tardiva.
Ibridi e varietà dai mille colori
La maggior parte delle cultivar, comprese quelle selezionate da Jelena de Balder, è stata ottenuta da H. x intermedia, ibrido fra queste due specie, che dalla prima ha ereditato la forma delle foglie e dalla seconda l’aspetto dei fiori, con petali leggermente attorcigliati. Ricchissima la gamma di sfumature, non sempre esattamente definite: fioriscono, per esempio, nei diversi toni del giallo ‘Advent’, ‘Allgold’, ‘Arnold Promise’, ‘Westerstede’, ‘Pallida’ (da non confondere con H. mollis ‘Pallida’).
Nei toni dell’arancio, ‘Jelena’, ‘Antico Amore’, ‘Orange Beauty’ e ‘Aphrodite’, altra varietà molto profumata.
Nelle sfumature del rosso, ‘Robert’, ‘Rubin’, ‘Ruby Glow’, ‘Magic Fire’, ‘Diane’, ‘Livia’ e altre ancora. A proposito: c’è corrispondenza fra i colori dei fiori e quelli delle foglie in autunno.

Amamelide, consigli di coltivazione
Meno coltivata H. vernalis, che ha fiori piccoli, gialli, dall’odore pungente, mentre l’altra specie nordamericana, H. virginiana, più vigorosa, “rustica” di aspetto e in fiore in autunno, è utilizzata soprattutto come portinnesto per le cultivar, cui conferisce resistenza ai terreni argillosi e calcarei.
Dice a questo proposito la vivaista Fiorella Gilli: «Ho notato, però, perlomeno nel mio vivaio, dove il suolo è argilloso e l’acqua calcarea, che i fiori delle varietà innestate su H. virginiana, salvo alcune, come H. mollis ‘Pallida’, H. x intermedia ‘Arnold Promise’ e ‘Diane’, tornano al colore giallo originario. A parte ciò, sono piante magnifiche e danno poco lavoro. Il consiglio: piantate quelle rosse e arancio davanti alle gialle, che le illumineranno».
