L’acero giapponese è un alberello elegante con foglie leggere e texture raffinate che offrono tutto l’anno colori dal verde all’arancio, dal rosso al viola, fino alle affascinanti varietà variegate. Ma come coltivarlo e curarlo in giardino o in vaso?
Gli aceri giapponesi sono piccoli alberi a crescita lenta, apprezzati per la loro forma raffinata e la facilità di coltivazione. Queste piante ornamentali offrono una vasta gamma di specie e varietà, alcune delle quali sono rare e molto ricercate. A seconda della tipologia, possono essere coltivati in giardino o in vaso, e alcune varietà sono perfette per la creazione di bonsai affascinanti.

Come coltivare gli aceri giapponesi

Clima
Rustici, gli aceri resistono sino a -20 °C e si possono coltivare in tutta la zona pedemontana con estati fresche. Patiscono invece il caldo (sopra 28-30 °C) soprattutto se abbinato a un forte irraggiamento, che può provocare il disseccamento parziale o totale del fogliame. Non vanno invece coltivati lungo le coste, in prossimità del mare.
Esposizione
Gli aceri sono piante che richiedono sole o mezz’ombra. Ideale è una esposizione a est o nord-est, con il sole la mattina. L’ombra pomeridiana è indispensabile dove le temperature superano 28-30 °C. Dove fa molto caldo vivono bene anche in ombra luminosa.
Irrigazioni
In vaso il terreno deve rimanere sempre fresco: non bisogna attendere che si asciughi completamente prima di irrigare, perché gli aceri patiscono gli stress idrici. In piena terra è consigliabile irrigare i primi due anni dopo l’impianto, in seguito bagnare non sarà indispensabile.
Concimazioni
In primavera, alla ripresa vegetativa, va fornito un concime bilanciato a lenta cessione con durata di almeno sei mesi.
Terreno
Gli aceri non sono particolarmente esigenti e si adattano a qualunque tipo di suolo (con l’eccezione dei terreni molto calcarei), purché il pH sia compreso tra 4 e 7,5. In vaso si consiglia di usare terriccio professionale (di migliore qualità rispetto al terriccio universale).


Moltiplicazione
Gli aceri possono essere facilmente moltiplicati tramite l’innesto “a inserto laterale” in agosto, utilizzando un giovane esemplare di Acer palmatum come portinnesto. La procedura prevede di praticare un taglio radente di circa 2 cm sopra il colletto del portinnesto e di inserire una marza, un rametto legnoso lungo circa 10 cm con almeno due nodi, sagomata a cuneo. È importante che le cortecce combacino e l’innesto deve essere fissato con elastico e avvolto in un foglio impermeabile per creare un ambiente umido. Dopo un mese, si controlla la formazione del callo e in primavera si taglia il portinnesto sopra il punto di inserzione della marza.

Potatura
A inizio primavera si possono spuntare i rami dei giovani esemplari, per indirizzarne lo sviluppo e favorire l’accestimento. In seguito le potature non sono più necessarie, anche se la pianta non le patisce. È importante invece tagliare i rami storti, fuori forma o secchi.
Sensibilità ai parassiti
Gli aceri possono venire attaccati dagli afidi e da Metcalfa pruinosa, insetti che non provocano gravi danni alla pianta e spesso sono tenuti sotto controllo da antagonisti presenti in natura. In alternativa si può ricorrere ad antiparassitari. Temibili sono invece gli attacchi di verticillosi, malattia che provoca un improvviso disseccamento di tutta la pianta o di parti di essa. È dovuta a un fungo che penetra nei rami, andando a ostruire i vasi conduttori. Molto difficile da combattere, si previene evitando gli stress idrici.

Le specie rare
- Acer cordatum, per esempio, è un piccolo albero con insolite foglie lanceolate. «In autunno la chioma di questa specie, d’improvviso e solo per qualche giorno prima che le foglie ca dano, si infiamma di una calda tinta corallo.
- Poco diffuso è anche A. oliverianum, le cui foglie a cinque punte dai margini finemente seghettati sono di un caldo giallo arancio.
- Completamente divise in cin que segmenti lunghi e sottili, sono poi le foglie del raro Acer pentaphylla, morbide, leggere ed estremamente decorative, verde oliva che diventa rosso fuoco con i primi freddi.
- Virano invece al rosso-arancio, prima di cadere a terra, i fogliami di A. sieboldianum e Acer pseudosieboldianum, mentre in A. shirasawanum la nota predominante è aranciata, spesso illuminata da screziature dorate.
Dove piantare l’acero giapponese
Gli aceri sono adatti a essere coltivati isolati o in piccoli gruppi, sia in giardini ombrosi e freschi di ridotte dimensioni sia in spazi grandi in posizioni di primo piano, magari in prossimità di sentieri e abitazioni, o all’ombra leggera di grandi alberi.
Con altrettanto successo gli Acer japonicum si possono coltivare in vaso. Per averli sempre in forma, finché sono piccoli, vanno rinvasati ogni anno in vasi di pochi centimetri via via più grandi, fino ad arrivare al contenitore definitivo, largo 60-70 centimetri.


