Nel parco pubblico di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto della Fondazione Riccardo Catella, è nato il primo roseto della città, l’Oasi degli insetti e delle farfalle.
Il roseto che mancava a Milano è sbocciato nel parco pubblico BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, progetto della Fondazione Riccardo Catella: si chiama l’Oasi degli insetti e delle farfalle ed è un catalogo vivente dei mille volti del genere Rosa. Accessibile a tutti, con percorsi tattili in braille, rampe e video in lingua dei segni, ospita la più ampia collezione di rose del territorio cittadino: un centinaio di varietà di rose antiche e moderne distribuite su otto aiuole in 670 metri quadrati.

Attrare la microfauna e incrementare al biodiversità urbana
Ogni pianta è corredata da un’etichettatura puntuale che ne indica il nome, l’ibridatore e il gruppo di appartenenza. Inaugurato nel marzo 2025, il roseto è stato progettato dagli architetti paesaggisti Franco Giorgetta e Gloria Montini, che hanno seguito fino dall’origine il progetto del grande giardino botanico di Porta Nuova. La sua particolarità è che è stato concepito in modo da attrarre la microfauna e incrementare la biodiversità urbana. È infatti circondato da una cintura di verde dove crescono 17 specie di piante nutrici e nettarifere, tra cui viburni, sambuchi, finocchi, cardi, cavoli ed erba medica. Tutte piante capaci di offrire quel nutrimento che le rose, con i loro fiori stradoppi e spesso poveri di nettare, non riescono a garantire.

All’interno delle aiuole l’architetto Giorgetta – appassionato di rose e più volte membro della giuria nei concorsi della World Federation of Rose Societies – ha scelto di accostare le specie e cultivar più significative appartenenti ai diversi gruppi in cui sono classificate le rose. Passeggiando nel roseto si attraversano secoli di selezione botanica. È come un viaggio nel tempo, dalla spontaneità di specie botaniche come Rosa gallica alle varietà antiche come la ‘York and Lancaster’, bianca screziata di rosso, che – vuole la leggenda – unendo i colori delle due famiglie inglesi mise fine alla Guerra delle Due Rose.
La ‘Rosa di BAM’
Il percorso prosegue tra i successi degli ibridatori dell’800, che riuscino a ottonere le prime rifiorenti. Fu Philippe Noisette, francese trasferitosi negli Stati Uniti per dirigere l’Orto Botanico di Charleston, a incrociare R. moschata con una cinese, dando originale al capostipite delle rifiorentissime Noisette. Si arriva poi alle moderne, con cultivar dei più noti ibridatori europei: dal francese Meilland all’inglese David Austin. Ogni aiuola è aperta da una ‘Rosa di BAM’, ibrido del 2016 creato da Beatrice Barni del vivaio Rose Barni di Pistoia, con petali rosa carico all’esterno, gialli al centro e sul rovescio.

Tra le rose più simboliche la ‘Resurrection’, creata in Francia nel 1974 da Michel Kriloff in memoria delle donne uccise nel lager nazista di Ravensbrück. Completano l’ecosistema due hotel per gli insetti, strutture in materiali naturali costruite per dare rifugio e habitat agli insetti utili. Nate da un concorso internazionale lanciato nel 2023, sono state selezionate da un comitato scientifico formato da 12 esperti, fra cui l’entomologo Gianumbero Accinelli, il direttore del Muso di Storia Naturale di Milano Domenico Piraina, Emanuela Rosa-Clot, direttore di Gardenia, e il fotografo Daniele Cavadini.