Nel centro di Milano si estende su circa 5.000 metri quadrati l’Orto Botanico di Brera, che riunisce oltre 1.300 specie. Curato dall’Università degli Studi di Milano, è un luogo di studio e conservazione che mantiene il disegno originale del Settecento e ospita alberi monumentali
La storia dell’Orto Botanico di Brera comincia secoli prima di diventare un’istituzione scientifica. Dal Trecento il terreno fu utilizzato per la coltivazione e la meditazione dell’ordine religioso degli Umiliati, ai quali subentrarono i Gesuiti nel Cinquecento. Nel 1774-75, con Maria Teresa d’Austria, divenne ufficialmente orto botanico. Il primo direttore, Fulgenzio Vitman, ne organizzò gli spazi per l’insegnamento della botanica a futuri medici e farmacisti: riconoscere le piante dal vivo e osservarne le caratteristiche era parte essenziale della loro formazione.

L’assetto originario dell’Orto Botanico di Brera è oggi ancora leggibile. Due vasche ellittiche scandiscono i due settori formali in cui aiuole regolari ospitano le collezioni, mentre il terzo settore è occupato dall’arboreto, riqualificato nel 2018. In epoca napoleonica sono state introdotte nuove specie ornamentali ed esotiche e, alla fine degli anni Novanta, attraverso un restauro conservativo è stato recuperato il tracciato settecentesco delle aiuole
Tra le collezioni, un ruolo centrale spetta alle piante medicinali, legate alla funzione didattica originaria dell’Orto. Altre aiuole raccolgono specie alimentari, tintorie, tessili e utilizzate per la fabbricazione di carta. «Le piante sono organizzate in collezioni botaniche secondo criteri espositivi e museali, per famiglia di appartenenza o utilizzo» spiega Antonella Testa, direttrice dell’Orto.
Gli alberi monumentali dell’Orto Botanico di Brera
Nell’arboreto dell’Orto Botanico di Brera crescono due Ginkgo biloba, specie arborea antichissima, considerata un fossile vivente, originaria della Cina, di oltre 250 anni, caratterizzati da foglie a forma di ventaglio. I due alberi sono stati riconosciuti come monumentali nel 2025. Lo stesso riconoscimento è stato attribuito alla Pterocarya fraxinifolia, originaria del Caucaso e caratterizzata da ampie foglie e chioma rigogliosa, nel 2024, e un raro esemplare di Torreya taxifolia, rara conifera sempreverde originaria della Florida, con foglie aghiformi rigide e appuntite, riconosciuta come monumentale nel 2026.

Le attività educative
L’Orto Botanico di Brera propone oltre venti percorsi a scopo didattico, tra visite guidate e laboratori, per le scuole di ogni ordine e grado. I più piccoli seguono la storia di un seme, esplorano il giardino attraverso i sensi e costruiscono l’identità di un albero lungo le stagioni. Per gli studenti più grandi sono previsi esperimenti sulla fotosintesi, osservazione al microscopio di parti di piante, attività dedicate allo studio del DNA, all’ereditarietà e alla biodiversità. Si parla anche di ecologia, imparando a conoscere gli organismi del suolo e l’importanza del riciclo. Tra le proposte, anche attività creative, come la realizzazione di Land Art utilizzando materiali vegetali di scarto raccolti nell’Orto; attraverso l’utilizzo di pigmenti naturali si scopre la scienza dei colori.
Il programma comprende anche attività per famiglie e ArteOrto, un intinerario che mette in dialogo le piante dell’Orto con quelle raffigurate nei dipinti della Pinacoteca. Perché, come dice Beatrice Marchesini, responsabile tecnico-scientifica: «L’Orto Botanico di Brera è un luogo di contemplazione e apprendimento: la varietà di forme vegetali educa a riconoscere la bellezza e a rispettare la natura». Per maggiori informazioni sulle attività educative https://ortibotanici.unimi.it/home/orto-botanico-di-brera/attivita-educative/
Informazioni utili
Apertura: dal lunedì al sabato, esclusivi festivi, dalle 10 alle 18 da aprile a ottobre e dalle 9:30 alle 16:30 da novembre a marzo.
Ingresso gratuito.
Per maggior informazioni ortibotanici.unimi.it