Coltivare una mimosa è un gesto che porta colore e profumo in ogni giardino o terrazzo. Questa pianta, simbolo di primavera e femminilità, regala fioriture luminose e delicatamente profumate tra fine inverno e inizio primavera. In questo articolo scopri tutto quello che c’è da sapere per coltivare al meglio la tua mimosa: dove piantarla, come curarla, quando potarla e molto altro!
Cosa sono le mimose e a quale famiglia appartengono

Le mimose appartengono al genere Acacia spp., della famiglia delle Fabaceae, e sono originarie dell’Australia. Si presentano come alberi o arbusti sempreverdi, capaci di raggiungere anche i 15 metri di altezza. Il loro portamento elegante le rende molto apprezzate anche come piante ornamentali.
Le foglie della mimosa possono avere diverse sfumature, dal verde scuro al grigio, fino al porpora. Possono essere composte, impari o bipennate, formate da numerose foglioline sottili. In alcune specie, però, le foglie sono intere: in questi casi si tratta di fillodi, ovvero piccioli appiattiti che svolgono la funzione fogliare.
I fiori della mimosa sono microscopici, con stami lunghi e sottili e petali poco sviluppati. I colori più comuni sono giallo, bianco e crema. Le infiorescenze si presentano sotto forma di glomeruli, che a loro volta formano panicoli o racemi, creando un effetto visivo leggero e vaporoso.
Quando fiorisce?
La fioritura della pianta della mimosa avviene tra dicembre e maggio, ma il periodo di massimo splendore è tra febbraio e marzo, quando queste piante regalano nuvole colorate e profumate che annunciano la primavera.
Come coltivare la Mimosa
Clima
Le mimose prediligono un clima da caldo a temperato. Una volta adulte, possono sopportare brevi gelate fino a -5/-6 °C, purché siano accompagnate da estati lunghe e calde. Alcune varietà di mimosa tollerano anche temperature leggermente più basse, fino a -8 °C. Tra queste ci sono:
- Acacia dealbata e le sue varietà: ‘Le Gaulois’, ‘Rustica’, ‘Pendula’, ‘President Doumergue’
- Acacia retinodes
- Acacia iteaphylla
- Acacia nigricans
- Acacia spectabilis
Se vivi in una zona dove l’inverno è più rigido rispetto alla rusticità della pianta, puoi comunque coltivare la mimosa con qualche accorgimento:
- Piantala contro un muro soleggiato, al riparo dal vento.
- Proteggi la base delle piante giovani con uno strato di foglie secche spesso 30-50 cm, su un’area di 60-80 cm di diametro.
In aree dove gli inverni sono particolarmente freddi, è preferibile coltivare la mimosa in vaso. In questo modo potrai ritirarla in un luogo riparato prima dell’arrivo del gelo, garantendole le condizioni ideali per sopravvivere e rifiorire ogni anno.
Esposizione
Sole o mezz’ombra.
Terreno
Le mimose preferiscono i terreni leggeri, ben drenanti, freschi, anche sabbiosi e ciottolosi, a reazione acida (pH 4,5-5); solo poche accettano terreni calcarei (pH 7,5), come Acacia retinodes, che infatti viene utilizzata come portainnesto per le altre specie e varietà.
Messa a dimora della mimosa
Per piantare una mimosa nel modo corretto, è importante preparare con cura il terreno. Scava una buca profonda il doppio dell’altezza della zolla e larga almeno tre volte il suo diametro. Questo spazio favorisce un buon sviluppo delle radici e una crescita sana della pianta.
Riempi gli spazi vuoti con terra da giardino mescolata a torba acida, compost o altro terriccio organico. Se il terreno è pesante o troppo compatto, puoi alleggerirlo con sabbia di fiume per migliorare il drenaggio ed evitare ristagni d’acqua.
Poiché le mimose hanno una crescita veloce ma tronchi fragili, sono facilmente soggette a piegarsi, spezzarsi o essere sradicate dal vento. Per proteggerle, è fondamentale fissarle a tutori robusti, che dovranno rimanere in posizione per diversi anni, finché la pianta non sarà ben stabile e ancorata al terreno.
Irrigazioni
Nel primo-secondo anno dalla messa a dimora le mimose vanno bagnate, anche in inverno, ogni volta che il terreno inizia ad asciugarsi. In seguito, in particolare le specie e varietà con foglie o fillodi grigi, in piena terra tollerano bene la siccità.

Concimazioni
Poiché le mimose sono piante azotofissatrici, quando crescono in piena terra non necessitano di concimi azotati. Nei primi anni dopo la messa a dimora, è utile somministrare un fertilizzante ricco di fosforo, potassio e microelementi, per favorire lo sviluppo della pianta. Una volta ben radicate, non hanno più bisogno di concimazioni regolari.
Potatura
Dopo la fioritura è utile spuntare i rami, eliminando le estremità sfiorite. Questo intervento favorisce la formazione di nuovi getti e contribuisce a garantire una fioritura abbondante l’anno successivo. In alcuni casi può essere necessaria una potatura più intensa, accorciando i rami a metà o anche a due terzi della loro lunghezza. Questo vale soprattutto quando si hanno problemi di spazio o si vive in zone particolarmente ventose, dove una chioma troppo estesa può comportare il rischio di sradicamento, comportandosi come una vela. Per ridurre la resistenza al vento, è consigliabile dare alla chioma una forma arrotondata, in modo da proteggere meglio la pianta.
Come coltivare la mimosa in vaso
Quando coltivate la mimosa in vaso, è importante aumentare gradualmente le dimensioni del contenitore, fino a raggiungere una larghezza e profondità di 40-50 cm o più. Evitate i contenitori a riserva d’acqua, per non rischiare ristagni che potrebbero danneggiare le radici. Utilizzate un terriccio per acidofile e bagnate la pianta in modo da mantenere il terreno sempre fresco, senza però creare ristagni o esporla a colpi di secco. Durante la stagione vegetativa, somministrate un concime granulare completo più volte, da marzo a settembre. È anche utile potare la pianta ogni anno, alla fine della fioritura, per darle una forma arrotondata.
Moltiplicazione
Le mimose si possono propagare in diversi modi, ma a livello amatoriale le tecniche più semplici sono la propaggine e la margotta. Per la propaggine, scegliete un giovane ramo basale, praticate due incisioni anulari distanti 2-3 cm l’una dall’altra e rimuovete delicatamente la corteccia tra le due. Appoggiate la porzione di ramo sul terreno, interratela e fissatela con un filo di ferro piegato a U. Bagnate regolarmente e mantenete il terreno sempre fresco. Dopo circa 8-10 settimane, le radici dovrebbero formarsi, e potrete separare la nuova pianta.
La margotta è ancora più facile: scegliete un giovane ramo sano, fate l’incisione anulare e rimuovete la corteccia, quindi coprite la zona con sfagno umido e rivestite con plastica o alluminio. In due o tre mesi si formeranno le radici: tagliate il ramo sotto la zona radicata e rinvasate la nuova piantina.