Ottobre è un buon mese per raccogliere i semi dal giardino. Molte annuali hanno concluso la fioritura e anche diverse erbacee perenni hanno ormai formato semi maturi. Il momento giusto non è però uguale per tutte le piante: bisogna osservare il seme o l’involucro che lo contiene e intervenire prima che venga disperso dal vento, dalla pioggia o dagli uccelli. Ecco 10 piante da giardino da cui raccogliere e conservare i semi, con consigli su essiccazione, conservazione e semina.
Indice
- Raccolta
- Nigella
- Echinacea
- Basilico
- Calendula
- Lunaria
- Girasole
- Papavero
- Zinnia
- Nasturzio
- Tagete
- I periodi di semina
Come raccogliere e conservare i semi
Scegliere sempre piante sane e vigorose, possibilmente quelle che hanno mostrato le caratteristiche che si desidera ritrovare nella generazione successiva. Tagliare le infiorescenze o le capsule con una forbice pulita e raccoglierle in sacchetti di carta, mai di plastica: quest’ultima trattiene l’umidità e può favorire muffe.
Le infruttescenze possono essere lasciate asciugare per alcuni giorni in un ambiente asciutto, fresco e ventilato, sopra un foglio di carta. Una volta completamente secche, si aprono o si strofinano delicatamente per liberare i semi. Non è necessario eliminare ogni frammento vegetale, purché il materiale sia asciutto.
Infine, i semi vanno riposti in buste di carta o bustine da seme, indicando nome della pianta e data di raccolta. Le buste possono essere conservate in un contenitore ermetico, in un luogo fresco, asciutto e buio.
Un aspetto importante: raccogliere i semi non significa necessariamente ottenere piante identiche alla madre. I semi sono il risultato della riproduzione sessuale e portano una combinazione di caratteri genetici che può differire da quella della pianta da cui sono stati raccolti. Questo vale soprattutto per le varietà ibride, in particolare gli ibridi F1, la cui discendenza può mostrare caratteristiche diverse per colore, forma, altezza e vigoria. Se si vuole mantenere esattamente una determinata cultivar, è quindi preferibile ricorrere alla propagazione vegetativa, quando possibile.
Attenzione all’umidità
Il passaggio più importante dopo la raccolta è l’essiccazione. Un seme apparentemente asciutto può contenere ancora abbastanza umidità da compromettere la conservazione. Per questo è preferibile non chiudere immediatamente i semi appena raccolti, ma lasciarli asciugare alcuni giorni in un ambiente asciutto e ventilato.
Una volta secchi, vanno conservati in buste di carta ben identificate, all’interno di un contenitore chiuso e in un ambiente fresco e asciutto. Prima di riporli è utile eliminare capsule, foglie e altri residui che potrebbero trattenere umidità.
Non tutti i semi hanno però la stessa capacità di conservazione: alcune specie mantengono a lungo la capacità germinativa, mentre altre è meglio seminarle poco dopo la maturazione. La regola generale è quindi raccogliere soltanto semi ben maturi, asciugarli correttamente e verificare le esigenze della singola specie prima di conservarli a lungo.
I semi non danno sempre una copia della pianta madre
Raccogliere i semi dal proprio giardino è un modo semplice ed economico per ottenere nuove piante, ma non significa necessariamente riprodurre esattamente quella da cui sono stati raccolti. Il motivo è che la riproduzione per seme comporta la combinazione del patrimonio genetico della pianta madre con quello della pianta che ha fornito il polline. Anche quando l’impollinazione avviene tra fiori della stessa pianta o della stessa varietà, nella generazione successiva possono quindi comparire caratteristiche diverse.
La variabilità è particolarmente evidente nelle piante a impollinazione libera, dove i fiori possono essere fecondati dal polline di altre piante della stessa specie. Le nuove piantine possono differire per altezza, portamento, colore e forma dei fiori, epoca di fioritura o vigoria. È uno dei motivi per cui una semina domestica può produrre piante leggermente diverse tra loro, anche quando i semi provengono dalla stessa pianta.
Ancora maggiore può essere la variabilità nel caso delle cultivar ibride, in particolare degli ibridi F1. Queste piante vengono ottenute incrociando linee selezionate per riunire determinati caratteri, come un particolare colore, una fioritura abbondante o un portamento compatto. I semi prodotti da un ibrido F1 non mantengono necessariamente la stessa combinazione genetica nella generazione successiva: le piante ottenute possono quindi differire sensibilmente dalla madre e tra loro.
Per questo, se l’obiettivo è conservare esattamente una particolare cultivar, per esempio una zinnia di un determinato colore, un basilico con caratteristiche precise o un’echinacea dalla forma particolare, è importante verificare come è stata ottenuta la varietà e se è indicata come ibrido. Il seme raccolto in casa può comunque essere perfettamente valido e germinare, ma non è detto che dia origine a piante identiche.
1. Nigella
Nigella damascena, la nigella o love-in-the-mist, è una delle annuali più semplici da propagare da seme e una di quelle che meglio mostrano quanto possa essere decorativo anche ciò che rimane della pianta dopo la fioritura. In estate, ai fiori azzurri, bianchi o rosati, circondati da un caratteristico involucro di foglie finemente divise, seguono capsule globose, rigonfie e striate, sostenute da lunghi peduncoli. Per raccogliere i semi bisogna lasciare che alcune infiorescenze completino il loro ciclo, evitando quindi di eliminare tutti i fiori appassiti. Man mano che maturano, le capsule perdono il verde brillante e diventano più secche e cartacee, mentre all’interno si sviluppano i numerosi piccoli semi scuri. A ottobre, dopo un’estate calda e asciutta, molte capsule saranno già pronte; in altre annate la maturazione può essere più tardiva, quindi è meglio osservare la pianta piuttosto che seguire una data fissa.
Il momento ideale per raccogliere è quando la capsula è completamente sviluppata e asciutta, ma prima che i semi vengano dispersi. Si tagliano i fusti con le capsule ancora integre e si portano in un ambiente asciutto e ventilato. Se non sono perfettamente secche, si possono lasciare completare l’essiccazione su un foglio di carta o riunite in piccoli mazzi. Una volta asciutte, le capsule possono essere aperte delicatamente per liberare i semi.
Se invece si desiderano capsule da utilizzare nelle composizioni secche, è meglio raccoglierle quando sono già mature ma ancora integre, prima che si aprano o si deteriorino.
Varietà consigliate
Oltre alla specie, esistono varietà ornamentali molto interessanti, come ‘Miss Jekyll’, dai fiori azzurro intenso, ‘Miss Jekyll Alba’, bianca, e ‘Persian Jewels’, una miscela di colori che comprende blu, bianco, rosa e viola. È una pianta particolarmente adatta anche alla semina autunnale: i semi possono essere distribuiti direttamente in giardino, dove spesso la nigella si risemina spontaneamente.

2. Echinacea
L’Echinacea purpurea è una perenne che continua a offrire interesse anche quando la fioritura è terminata. Dopo la caduta dei petali rosa-porpora, rimane in piedi il caratteristico disco centrale, inizialmente arancio-bruno e poi sempre più scuro e secco. a specie fiorisce dalla metà dell’estate fino all’autunno e i capolini secchi possono rimanere decorativi anche durante l’inverno.
Con il procedere della maturazione, il disco centrale diventa più asciutto e compatto e le strutture che lo compongono assumono un aspetto brunastro. Il momento della raccolta va scelto in una giornata asciutta, quando i semi sono ormai ben sviluppati ma prima che si aprano o perdano spontaneamente il loro contenuto. In ottobre, quindi, si possono tagliare alcuni capolini con una parte di stelo e portarli in un luogo asciutto e riparato. Non è necessario separarli immediatamente: lasciandoli asciugare completamente, le strutture del capolino diventano più fragili e i semi si possono estrarre più facilmente. È sufficiente appoggiare le teste su un foglio di carta oppure sistemarle in un sacchetto di carta aperto, in un ambiente asciutto e ventilato.
Una volta completata l’essiccazione, si può sbriciolare delicatamente il disco centrale tra le dita per liberare i piccoli semi. È normale ottenere insieme ai semi una certa quantità di materiale secco: prima di conservarli conviene eliminare i frammenti più grossolani, perché i residui vegetali possono trattenere umidità e favorire muffe.
I semi puliti si conservano in bustine di carta, sulle quali è utile annotare specie, eventuale cultivar e anno di raccolta. Le bustine vanno poi riposte in un contenitore ermetico, in un luogo fresco, asciutto e buio.
Nel caso dell’echinacea, però, c’è un buon motivo per non raccogliere tutti i semi. I capolini secchi sono belli durante l’inverno e possono essere lasciati sulla pianta per diversi mesi. Le teste mature possono fornire alimento agli uccelli che si nutrono di semi, oltre a mantenere una struttura interessante nella bordura invernale.
Una buona pratica consiste quindi nel raccogliere soltanto una parte delle teste mature e lasciare le altre in piedi. In questo modo si ottengono semi per la propagazione, mentre quelli rimasti sulla pianta diventano una risorsa per la fauna del giardino.
Varietà consigliate
La specie comprende numerose selezioni ornamentali, ma se si vogliono raccogliere semi da utilizzare per la propagazione è preferibile partire dalla specie o da varietà meno selezionate. Tra le cultivar più conosciute ci sono ‘Magnus’, con grandi fiori rosa porpora, ‘White Swan’, bianca, e ‘Green Envy’, dai fiori insoliti con sfumature verdi.
Se l’echinacea coltivata è una cultivar, le piante ottenute dai semi non sono necessariamente identiche alla pianta madre. La propagazione da seme è indicata per la specie e per alcune cultivar, ma le forme selezionate possono mostrare variabilità nella generazione successiva. È quindi diverso raccogliere il seme di una semplice Echinacea purpurea da quello di una cultivar scelta per un particolare colore o portamento.
Per mantenere esattamente le caratteristiche di una cultivar, la propagazione vegetativa è generalmente più affidabile; per ottenere semplicemente nuove echinacee da inserire nel giardino, invece, la raccolta dei semi è un sistema semplice e interessante.

3. Basilico
Anche il basilico (Ocimum basilicum) può essere lasciato andare a seme, semplicemente rinunciando a eliminare tutte le infiorescenze. Durante l’estate la pianta produce piccoli fiori bianchi, rosa o lilla riuniti in spighe; dopo l’impollinazione, alla base dei fiori si sviluppano i piccoli frutti che contengono i semi. Se l’obiettivo è raccoglierli, è quindi necessario lasciare alcune infiorescenze sulla pianta fino alla completa maturazione, anziché reciderle per stimolare la produzione di nuove foglie.
Con la formazione dei semi, la pianta rallenta progressivamente la produzione di nuovo fogliame e gli steli fiorali diventano più legnosi. A fine stagione, in ottobre, dopo un’estate calda, molte infiorescenze possono essere ormai secche. Il momento giusto per raccogliere arriva quando lo stelo e le strutture che hanno portato i fiori sono asciutti e i piccoli frutti hanno cambiato colore, passando dal verde a tonalità brune. Non conviene anticipare troppo la raccolta: i semi devono essere completamente sviluppati.
Si tagliano quindi gli steli fiorali in una giornata asciutta, preferibilmente quando non sono bagnati dalla rugiada o dalla pioggia. Si possono riunire in piccoli mazzi e lasciare asciugare ulteriormente in un luogo riparato, asciutto e ventilato, appoggiandoli su un foglio di carta oppure inserendoli in un sacchetto di carta. Quando le infiorescenze sono completamente asciutte, basta strofinarle delicatamente tra le dita sopra un foglio di carta o una ciotola: i piccoli semi scuri si separano dalle parti secche. Sono molto piccoli, tondeggianti e di colore nero o bruno-nero. È normale che insieme ai semi rimangano frammenti di fiori e di stelo; è sufficiente eliminarne la maggior parte senza cercare una pulizia perfetta.
Varietà consigliate
Anche nel basilico esistono molte varietà da cui vale la pena raccogliere il seme. Tra quelle più riconoscibili ci sono ‘Genovese’, con le grandi foglie verdi e aromatiche, ‘Dark Opal’, dalle foglie porpora, ‘Cinnamon’, caratterizzato da un aroma speziato, e ‘Lettuce Leaf’, con foglie molto ampie.
Attenzione però alla varietà: il basilico può essere impollinato tra varietà diverse. Se nello stesso giardino ne sono presenti più tipi, le piante nate dai semi raccolti potrebbero quindi avere caratteristiche differenti dalla pianta madre.

4. Calendula
Calendula officinalis è una delle annuali più generose nella produzione di semi e una delle più semplici da riprodurre in giardino. Se si vogliono raccogliere i semi, verso la fine della fioritura è sufficiente smettere di eliminare tutti i capolini appassiti e lasciarne maturare alcuni sulla pianta.
Dopo la caduta dei fiori, al centro del capolino rimangono numerosi frutti secchi, chiamati acheni, molto caratteristici per la forma arcuata e ricurva. Non sono tutti uguali: quelli sviluppati nella parte più esterna del capolino tendono a essere più grandi e incurvati, mentre quelli centrali possono avere forme differenti. All’inizio sono verdi e teneri; con la maturazione diventano progressivamente beige, bruni e asciutti, fino ad assumere una consistenza dura e cartacea.
Il momento giusto per raccoglierli è quando sono completamente sviluppati e asciutti, ma prima che cadano spontaneamente sul terreno. In ottobre molte piante hanno già prodotto una buona quantità di semi, ma la maturazione può essere scalare: conviene quindi controllare regolarmente i capolini invece di raccoglierli tutti nello stesso momento.
La raccolta va fatta in una giornata asciutta, preferibilmente dopo che la rugiada si è asciugata. Si tagliano i capolini maturi con qualche centimetro di stelo e si mettono in un luogo riparato, asciutto e ventilato. Se non sono completamente secchi, possono essere lasciati per alcuni giorni su un foglio di carta o in un sacchetto di carta aperto.
Quando il materiale è ben asciutto, gli acheni si staccano facilmente sfregando delicatamente il capolino tra le dita.
Varietà consigliate
Tra le varietà ornamentali più note ci sono ‘Ivory Princess’, dai fiori color crema, ‘Orange King’, arancio intenso, e ‘Pink Surprise’, con tonalità rosate. Per la raccolta conviene scegliere piante sane e vigorose e lasciare maturare completamente alcuni capolini.
5. Lunaria
Lunaria annua, conosciuta come moneta del papa, è una delle piante più riconoscibili in autunno. Dopo la fioritura forma grandi silique tondeggianti che, una volta mature, diventano prima verdi e poi brune. Quando l’involucro esterno si apre, rimane al centro una sottile membrana argentata, molto decorativa anche nelle composizioni di fiori secchi.
I semi si raccolgono quando le silique sono completamente sviluppate e iniziano a seccare, prima che si aprano del tutto. Si possono tagliare alcuni steli e lasciarli asciugare in un luogo ventilato, quindi aprire delicatamente le silique per recuperare i semi.
Varietà consigliate
La specie si risemina facilmente in giardino. Tra le varietà ornamentali si trovano ‘Chedglow’, dalle foglie porpora scuro, ‘Sissinghurst White’, a fiori bianchi, e ‘Alba’, anch’essa a fiori bianchi. Poiché si tratta di una specie a impollinazione libera, le piante nate dai semi non sono necessariamente identiche alla pianta madre.

6. Girasole
Nel girasole (Helianthus annuus) i semi si raccolgono quando il capolino ha terminato la fioritura e sta completando la maturazione. I petali appassiscono e cadono, il retro del capolino passa dal verde al giallo-bruno e l’intera infiorescenza comincia a piegarsi verso il basso. I semi devono essere ormai ben formati e avere raggiunto le dimensioni definitive. Non conviene però aspettare che il capolino sia completamente secco sulla pianta: gli uccelli possono consumare rapidamente i semi maturi.
Per raccoglierli, si taglia il capolino con una parte di stelo e lo si lascia asciugare in un luogo caldo, asciutto e ventilato, appoggiato su un foglio di carta o appeso a testa in giù. Quando è ben asciutto, i semi si staccano facilmente strofinando delicatamente la superficie a disco dell’infiorescenza.
Una parte dei capolini può essere lasciata interamente agli uccelli: quelli secchi costituiscono infatti una fonte di alimento durante l’autunno e l’inverno. Una buona soluzione è raccogliere per la semina i capolini più belli e lasciare gli altri alla fauna. In questo modo si conservano abbastanza semi per l’anno successivo senza sottrarre al giardino una fonte naturale di alimento.
Varietà consigliate
Anche nel girasole le varietà offrono una grande scelta. ‘Velvet Queen’ ha fiori rosso-borgogna, ‘Moonwalker’ giallo pallido, mentre ‘Teddy Bear’ forma piante più compatte con capolini pieni. Sono particolarmente interessanti per chi vuole ottenere semi da conservare le varietà non ibride e a impollinazione libera.
7. Papavero
Il Papaver rhoeas, il comune papavero dei campi, è una delle annuali più semplici da propagare raccogliendo i propri semi. Dopo la fioritura, quando i quattro petali delicati sono caduti, al loro posto rimane una capsula verde, tondeggiante, sostenuta dal lungo peduncolo. È qui che maturano i semi.
Con il procedere dell’estate la capsula aumenta di dimensioni, perde il colore verde e diventa progressivamente giallo-bruna e secca. Anche il fusto tende a disseccarsi. A questo punto i numerosissimi semi, piccoli e scuri, sono ormai maturi. Un segnale molto semplice per capire se è arrivato il momento di raccogliere è scuotere delicatamente la capsula: se si sente il caratteristico tintinnio dei semi al suo interno, è pronta. Non bisogna però aspettare troppo. Quando la capsula è completamente asciutta, i semi possono iniziare a uscire dalle piccole aperture che si trovano nella parte superiore e disperdersi sul terreno. Per questo conviene controllare le piante con regolarità e raccogliere le capsule in una giornata asciutta, prima che comincino a liberare spontaneamente il contenuto.
Per la raccolta si tagliano i fusti sotto le capsule e si riuniscono in piccoli mazzi, oppure si prende ogni infruttescenza singolarmente. Le capsule possono essere messe a testa in giù in un sacchetto di carta, lasciando che completino l’essiccazione. Quando saranno perfettamente secche, basterà scuoterle per far uscire i semi. È importante utilizzare la carta e non un sacchetto di plastica, che può trattenere umidità e favorire muffe.
Una singola capsula contiene centinaia di semi, quindi ne bastano pochi capolini per ottenere una buona quantità di materiale da seminare l’anno successivo. Se si raccolgono più capsule, è comunque preferibile scegliere quelle provenienti da piante sane e vigorose.
Varietà consigliate
Anche il papavero offre alcune selezioni ornamentali interessanti, come ‘Bridal Silk’, dai fiori bianchi, e il gruppo ‘Shirley’, noto per i fiori delicati nei toni del bianco, rosa e rosso, spesso con margini più scuri.

8. Zinnia
Le zinnie (Zinnia spp.) sono annuali generose e, a fine stagione, possono fornire una buona quantità di semi. Per raccoglierli bisogna però rinunciare a qualche fiore: invece di eliminare tutti i capolini appassiti per prolungare la fioritura, verso la fine della stagione se ne lasciano alcuni sulla pianta, scegliendo quelli provenienti da piante sane, vigorose e particolarmente belle.
Il momento della raccolta arriva quando il fiore perde completamente il colore, i petali appassiscono e diventano secchi e il capolino, lasciato sulla pianta, assume un aspetto bruno e cartaceo. Anche lo stelo può iniziare a disseccarsi.
In ottobre, quindi, conviene controllare le piante con regolarità e scegliere una giornata asciutta. Si tagliano i capolini con qualche centimetro di stelo e si mettono in un luogo asciutto e ventilato, sopra un foglio di carta oppure all’interno di un sacchetto di carta aperto. L’essiccazione completa rende più facile separare i semi dai resti del fiore e riduce il rischio che l’umidità provochi muffe durante la conservazione.
Una volta che il capolino è completamente secco, si può sbriciolare delicatamente tra le dita. I semi si trovano alla base delle strutture secche che compongono il capolino e sono relativamente grandi, piatti e allungati. Non è necessario pulirli alla perfezione: è però utile eliminare i residui vegetali più grossolani, perché il materiale organico rimasto insieme ai semi può trattenere umidità e favorire muffe.
I semi vanno poi lasciati asciugare ancora qualche giorno, quindi conservati in buste di carta, con il nome della varietà e l’anno di raccolta. Le buste possono essere riunite in un contenitore ermetico, mantenuto in un ambiente fresco, asciutto e buio. La conservazione corretta è importante soprattutto perché calore e umidità riducono la vitalità del seme.
Varietà consigliate
Tra le varietà più interessanti ci sono ‘Queen Red Lime’, con fiori dai colori insoliti, tra verde, rosa e rosso, ‘Benary’s Giant’, dai grandi capolini, e ‘Oklahoma Salmon’, color salmone. Per la raccolta è utile scegliere le piante che hanno avuto la fioritura più lunga, abbondante e sana.
9. Nasturzio
Il Tropaeolum majus, il comune nasturzio, è particolarmente generoso nella produzione di semi e molto facile da propagare. Dopo la fioritura, sotto ciascun fiore fecondato si sviluppa un frutto formato da tre parti riunite, che a maturazione si separano facilmente. Sono i semi che spesso si trovano già a terra alla fine della stagione.
All’inizio i frutti sono verdi, lisci e piuttosto teneri. Con la maturazione si ingrossano, diventano più opachi e passano gradualmente dal verde a una colorazione giallastra o bruno-beige. È questo il momento in cui bisogna osservarli con attenzione: il seme maturo è pronto per essere raccolto quando ha raggiunto le dimensioni definitive e il frutto comincia a staccarsi facilmente dalla pianta. La regola generale per la raccolta dei semi è intervenire quando sono maturi, ma prima che vengano dispersi spontaneamente.
A ottobre, quindi, è sufficiente controllare la base dei fiori sfioriti e raccogliere i frutti che hanno già raggiunto la maturazione. Non è necessario aspettare che siano completamente secchi sulla pianta: è preferibile raccoglierli quando sono maturi e lasciarli terminare l’essiccazione al riparo. Si possono disporre su un foglio di carta, in un luogo asciutto e ventilato, per alcuni giorni. Una volta asciutti, i tre semi che compongono il frutto possono essere separati facilmente con le dita.
I semi del nasturzio sono insolitamente grandi rispetto a quelli di molte altre annuali e sono quindi molto facili da raccogliere e maneggiare.
Varietà consigliate
Tra le numerose selezioni ornamentali ci sono ‘Alaska’, con foglie screziate di bianco, ‘Black Velvet’, dai fiori rosso scurissimo, e ‘Whirlybird’, dai fiori più compatti. Dopo la raccolta è importante farli asciugare bene prima di riporli.
10. Tagete
Il Tagetes, comunemente tagete, è una delle annuali più facili da riprodurre a partire dai semi raccolti in giardino. La pianta continua spesso a produrre fiori fino all’autunno, perciò in ottobre si possono ancora trovare numerosi capolini in diversi stadi di maturazione. Per la raccolta bisogna scegliere quelli che hanno concluso completamente la fioritura e hanno ormai iniziato a seccare.
Il capolino deve essere completamente asciutto, con i petali secchi e bruniti e le strutture alla base del fiore ormai secche. È preferibile lasciarlo sulla pianta ancora qualche giorno dopo la sfioritura, controllandolo periodicamente. I semi devono aver raggiunto la loro dimensione definitiva prima di essere raccolti.
In una giornata asciutta si tagliano i capolini con qualche centimetro di stelo e si lasciano asciugare ulteriormente in un ambiente asciutto, fresco e ventilato. È meglio disporli su un foglio di carta o raccoglierli in un sacchetto di carta, evitando contenitori chiusi finché non sono completamente asciutti.
Una volta terminata l’essiccazione, il capolino si può sbriciolare delicatamente tra le dita. I semi del tagete sono allungati e sottili, di colore scuro, con una caratteristica estremità più chiara e sfrangiata. Si trovano alla base delle strutture secche che compongono il capolino e si staccano facilmente.
Non è necessario, invece, raccogliere tutti i capolini. Lasciarne alcuni sulla pianta permette di completare naturalmente il ciclo riproduttivo e, dove le condizioni lo consentono, di ottenere qualche autorisemina spontanea. Gli altri possono continuare a fiorire fino a fine stagione prima di essere eliminati.
Come per molte annuali ornamentali, il fatto che un tagete produca semi non significa che le nuove piante saranno necessariamente identiche a quella da cui sono stati raccolti. Se si coltiva una cultivar selezionata, soprattutto un ibrido, la discendenza può presentare variazioni nel colore, nella forma del fiore, nell’altezza o nel portamento.
Varietà consigliate
Anche qui la scelta delle varietà è ampia. ‘Lemon Gem’ ha piccoli fiori giallo brillante e un portamento compatto, ‘Red Gem’ fiori rosso-arancio, mentre ‘Strawberry Blonde’ presenta una combinazione insolita di giallo, rosa e rosso.
Il periodo e le modalità di semina, pianta per pianta
1. Nigella (Nigella damascena)
Quando: da settembre a novembre oppure in marzo-aprile.
Come: si semina direttamente a dimora, perché non ama essere trapiantata. Interrare i semi a circa 0,5-1 cm, mantenendo il terreno leggermente umido fino alla germinazione. Preferisce una posizione soleggiata e un terreno ben drenato. La semina autunnale permette di ottenere fioriture precoci nella primavera successiva.
2. Echinacea (Echinacea purpurea)
Quando: da marzo a maggio; nelle zone miti anche in autunno.
Come: seminare in vaso o direttamente a dimora, a circa 0,5 cm di profondità. I semi hanno bisogno di luce per germinare bene, quindi non vanno coperti con uno strato spesso di terriccio. La germinazione può essere lenta e irregolare; le giovani piante vanno protette dalle infestanti.
3. Basilico (Ocimum basilicum)
Quando: da marzo a maggio, quando le temperature sono stabilmente miti.
Come: seminare a 0,5 cm circa di profondità, in vaso o direttamente nell’orto. I semi sono piccoli e non devono essere interrati profondamente. Mantenere il substrato umido ma non zuppo e collocare il semenzaio in piena luce e al caldo. Il basilico teme il freddo: all’aperto va seminato solo quando non sono più previste gelate.
4. Calendula (Calendula officinalis)
Quando: da settembre a novembre oppure da marzo a maggio.
Come: è preferibile la semina diretta, a circa 1-2 cm di profondità, lasciando 20-30 cm tra le piante. Germina facilmente e cresce anche in terreni poveri, purché drenati. La semina autunnale è particolarmente utile nelle zone a inverno mite e permette una fioritura precoce.
5. Lunaria (Lunaria annua)
Quando: da giugno a settembre, per ottenere piante che fioriranno nella primavera successiva.
Come: seminare direttamente a dimora oppure in piccoli vasi, a circa 1 cm di profondità. Dopo la germinazione, lasciare alle piantine lo spazio necessario per svilupparsi. La specie tollera anche la mezz’ombra e si risemina facilmente da sola, tanto che spesso basta lasciar cadere sul terreno parte dei semi prodotti.
6. Girasole (Helianthus annuus)
Quando: da aprile a maggio, quando il terreno si è riscaldato; nelle zone miti già da marzo.
Come: seminare direttamente a 2-3 cm di profondità, collocando un seme per buchetta e distanziando le piante in base alla varietà. Le forme più alte richiedono più spazio rispetto alle nane. Scegliere una posizione in pieno sole e proteggere i semi dagli uccelli fino alla germinazione.
7. Papavero (Papaver rhoeas)
Quando: da settembre a novembre oppure da febbraio ad aprile.
Come: seminare direttamente a dimora e non interrare o coprire appena i semi, che sono molto piccoli e necessitano di luce per germinare. Distribuirli sul terreno ben preparato e pressarli leggermente, mantenendo umida la superficie. Una volta insediato, il papavero si risemina facilmente da solo.
8. Zinnia (Zinnia spp.)
Quando: da marzo a maggio, dopo il rischio di gelate.
Come: seminare in vaso o direttamente nell’orto a circa 0,5-1 cm di profondità. Ha bisogno di calore per germinare rapidamente. Quando le piantine sono abbastanza sviluppate, diradarle lasciando 20-40 cm, secondo la varietà. Pieno sole e terreno drenato favoriscono una fioritura abbondante.
9. Nasturzio (Tropaeolum majus)
Quando: da aprile a maggio, oppure da marzo nelle zone più miti.
Come: i semi, piuttosto grandi, vanno interrati a circa 2-3 cm di profondità. È preferibile la semina diretta, perché il nasturzio non ama essere disturbato alle radici. Lasciare 20-30 cm tra le piante; le varietà rampicanti necessitano di uno spazio maggiore e di un sostegno.
10. Tagete (Tagetes spp.)
Quando: da marzo a maggio, dopo le ultime gelate.
Come: seminare a circa 0,5 cm di profondità, in semenzaio oppure direttamente a dimora. I semi germinano rapidamente con temperature miti; mantenere il substrato umido senza ristagni. Dopo la germinazione, diradare le piantine lasciando circa 15-30 cm, a seconda della specie e della varietà. Preferisce il pieno sole.