Il più grande paesaggista spagnolo contemporaneo, Fernando Caruncho è morto a Madrid giovedì 20 agosto all’età di 68 anni. Filosofo di formazione e “giardiniere” per scelta, come lui stesso amava definirsi, in oltre quarant’anni di attività ha realizzato più di 150 progetti in diversi Paesi, Italia compresa, dai giardini privati agli spazi pubblico.
Nato a Madrid nel 1957, durante gli studi in filosofia all’Università Autónoma di Madrid Fernando Caruncho scopre la cultura del giardino e, alla fine degli anni Settanta, affianca alla propria formazione umanistica lo studio del paesaggio. Nel 1979 fonda il suo studio, Caruncho Garden & Architecture, dove unisce la tradizione mediterranea a quella dei giardini islamici, il pensiero zen al classicismo europeo, portando la propria visione del paesaggio in Spagna, Francia, Italia, Stati Uniti, Giappone, Marocco, Nuova Zelanda, Grecia e Svizzera.
Tra i lavori più noti di Fernando Caruncho figurano Mas de les Voltes, in Catalogna, l’Ambasciata di Spagna a Tokyo, Casa del Agua nel Peloponneso, il Giardino delle Sette Montagne a Lugano e i Jardines de Pereda a Santander, realizzati nell’ambito della Fondazione Botín e in dialogo con l’architettura di Renzo Piano.
In Italia, una delle sue opere più rappresentative è Amastuola, in Puglia, che Gardenia ha raccontato nel settembre 2011. Su 100 ettari, Caruncho trasforma il vigneto in un giardino-paesaggio senza sottrargli la sua funzione agricola. Le spalliere di vite disegnano onde morbide e parallele lunghe circa tre chilometri, da lui chiamate “onde del tempo“: Caruncho le immagina come un movimento capace di attraversare la storia antichissima del luogo. Accanto ai filari trovano posto 1.500 ulivi, distribuiti in 24 isole e lungo le strade storiche della proprietà. Il verde argenteo delle chiome degli ulivi dialoga con quello più intenso delle viti, mentre la griglia dei percorsi incontra l’andamento sinuoso del vigneto.
In un’intervista ad AD Italia, Caruncho definisce il giardino «una costruzione spirituale che comincia nel cuore», indicando nella «luce e geometria» gli elementi essenziali dei suoi progetti. Per Caruncho il giardino è «il posto della meraviglia: il paradiso»: un luogo capace di rimettere l’uomo in relazione con il paesaggio e, attraverso di esso, con qualcosa di più ampio. Una visione che ha portato anche nelle occasioni pubbliche dedicate alla cultura del verde. Nel 2019, a Pistoia, oltre 300 persone partecipano alla sua Lectio Magistralis organizzata per celebrare i 110 anni dell’azienda Mati 1909: un incontro in cui Caruncho intreccia i racconti della propria esperienza personale e professionale con il pensiero dei grandi filosofi e con i progetti che hanno segnato la sua carriera.
A raccogliere l’eredità progettuale di Fernando Caruncho è ilfiglio Pedro, architetto impegnato nello studio da oltre dieci anni.