Elegante e resistente, Rohdea è una perenne rizomatosa apprezzata soprattutto per il suo fogliame coriaceo e persistente. Originaria dell’Asia orientale, si presta bene alla coltivazione nelle zone ombreggiate del giardino. Vediamo come coltivarla in piena terra e in vaso.
Il genere Rohdea appartiene alla famiglia delle Asparagaceae e comprende erbacee perenni rizomatose originarie di Giappone, Cina e Corea. La loro principale attrattiva è rappresentata dalle foglie, lunghe circa 25-30 cm, nastriformi e coriacee, verdi oppure variegate a seconda della varietà. In primavera compaiono piccoli fiori bianco-verdastri, riuniti in infiorescenze che rimangono al di sotto del fogliame e hanno scarso valore ornamentale. Curiosamente, l’impollinazione può avvenire anche grazie alle lumache. Ai fiori seguono grappoli di bacche rosso brillante, molto decorative e simili a quelle degli Arum. Vediamo come coltivarla, in piena terra e in vaso, con i consigli di Andrea Pagani del Vivaio Andrea Pagani, Giardini e Paesaggi.

Come coltivare Rhodea, il giglio sacro
Clima
Sia le specie botaniche sia le varietà di Rohdea sono rustiche e sopportano temperature fino a -10 °. Tollerano anche il caldo intenso, a patto di non essere esposte ai raggi diretti del sole, che potrebbero bruciare le foglie: al Sud quindi conviene coltivarle esclusivamente in ombra.
Esposizione
Meglio ombra piena, altrimenti mezz’ombra. Le specie che sopportano bene qualche ora di sole sono quelle con foglie prive di variegature, meglio se di colore verde scuro.
Terreno
Il primo requisito è che sia ben drenato. Non sono indicati i terreni argillosi, mentre si prestano alla coltivazione delle Rohdea quelli sabbiosi o torbosi. Crescono acnhe in suoli ricchi di sostanza organica, purché si asciughino rapidamente. Al momento dell’impianto, in caso di necessità, aggiungere perlite o altro materiale drenante. Dove il terreno è un po’ troppo pesante la soluzione potrebbe essere quella di coltivare le Rohdea sotto alberi e arbusti, le cui radici, assorbendo rapidamente l’acqua, evitando i ristagni idrici. In fatto di pH prediligono suoli neutri o a tendenza acida, ma sanno adattarsi.
Concimazioni
A inizio primavera distribuire un concime organico, come stallatico o cornunghia, intorno alla pianta cercando di incorporarlo al terriccio con zappettature superficiali. Subito dopo bagnate. Per tutta l’estate, è consigliabile vaporizzare le foglie o aggiungere all’acqua delle irrigazioni Alga Fe, un concentrato di alghe marine ricco di ferro, utile a curare numerose fisiopatie derivanti dalla indisponibilità di tale elemento.
Irrigazioni
Innaffiate solo quando il terreno è completamente asciutto, stando attenti a non bagnare il fogliame.

Coltivazione in vaso
Considerando la valenza ornamentale del foglia sempreverde, le Rohdea sono piante perfette da coltivare in vaso, anche perché crescono lentamente e non hanno bisogno di frequenti rinvasi. È consigliabile utilizzare terriccio per bonsai o torba grossolana e fibrosa e coltivarle in vasi non troppo grandi ma ben proporzionati al volume di foglie e radici, in modo che la terra si asciughi rapidamente.
Rinvaso
Si esegue a inizio primavera o a fine estate. Rohdea japonica, R. ‘Marginata’ , R. ‘Piccadilly’ e R. ‘Galle’ vanno rinvasate una volta l’anno, tutte le altre ogni due-tre anni, poiché crescono lentamente. Una voltra estratta la pianta dal vaso, si puliscono delicatamente dalla terra le radici bianche e carnose per i primi centimetri, mentre si recidono quelle morte riconoscibili perché di colore grigio scuro; quindi si sistema la pianta in un vaso di 2-3 cm di diametro più grande, aggiungendo nuovo terriccio mescolato a cornunghia o stallatico. Al momento del rinvaso si può eseguire anche la moltiplicazione per divisione.

Come si moltiplica Rhodea per divisione
La divisione è in generale il metodo più semplice per moltiplicare queste piante, tuttavia le specie botaniche possono anche essere seminate. All’inizio della primavera o alla fine dell’estate si scelgono piante di quattro-cinque anni, ben sviluppate. Si estrae il pane di terra, si puliscono le radici e si individuano uno o due getti periferici, che andranno recisi con l’aiuto di cesoie o di un coltellino, senza danneggiare la pianta-madre, quindi si sistemano i getti in contenitori di adeguate dimensioni, aggiungendo terriccio arricchito con stallatico o cornunghia. Infine, si rimette la pianta-madre nel vecchio contenitore, riempiendo gli spazi con terra nuova.