Nel cinema, piante, fiori e giardini possono diventare luoghi di rinascita, simboli affettivi, opere d’arte, creature minacciose o spazi in cui realtà e immaginazione si incontrano. Da Edward mani di forbice di Tim Burton a Il mio amico Totoro di Miyazaki, sette film che dovreste assolutamente vedere (o rivedere).
Non tutti i film dedicati al mondo vegetale parlano esplicitamente di botanica o giardinaggio. In alcuni casi il giardino è il vero centro della storia, mentre in altri piante, fiori e alberi assumono un valore simbolico o contribuiscono in modo decisivo all’identità visiva del film. È il caso delle sculture topiarie di Edward mani di forbice, della rosa del Piccolo Principe o della natura animata e protettiva de Il mio vicino Totoro. Tra paesaggisti, foreste incantate, piante carnivore e giardini segreti, vi proponiamo sette film, anche d’animazione, in cui la natura entra pienamente nella narrazione.
Edward mani di forbice
Considerato uno dei principali capolavori di Tim Burton, uscito nel 1990 con protagonisti Johnny Depp e Winona Ryder, Edward mani di forbice non è un film sui giardini e le piante nel senso didascalico del termine. Ma come non inserirlo tra i nostri consigli, visto che il protagonista Edward usa le lunghe lame, che ha al posto delle mani, per praticare l’arte topiaria, tecnica di potatura e modellazione di piante e arbusti per trasformarle in sculture di diverse forme, anche antropomorfe.
Le regole del caos
Ampiamente romanzata, la storia raccontata in Le regole del caos, lungometraggio del 2014 con protagonista Kate Winslet, ha come sottofondo realmente esistito la progettazione dei giardini della Reggia di Versailles. Il film racconta la storia di Sabine De Barra, paesaggista anticonformista scelta per progettare una fontana monumentale nei giardini di Versailles. Durante il suo lavoro nascerà un legame con André Le Nôtre, celebre architetto paesaggista di Luigi XIV, autore dei giardini di Versailles e maestro del giardino formale alla francese.
Il piccolo principe
La rosa è senza dubbio la protagonista indiscussa deIl Piccolo Principe, adattamento cinematografico del 2015 dell’omonimo romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Nel film questo fiore è simbolo dell’amore, della cura e della responsabilità verso ciò a cui dedichiamo le nostre attenzioni e il nostro affetto. Durante il viaggio, infatti, il Piccolo Principe scopre che la sua rosa non è unica in assoluto, ma lo diventa grazie al tempo e alle attenzioni che le ha dedicato. La rosa simboleggia i legami resi preziosi dalla cura quotidiana.
Il giardino segreto
Impossibile non citare Il giardino segreto, romanzo di Frances Hodgson Burnett di cui sono stati realizzati ben cinque adattamenti cinematografici. Ad essere diventato un classico cinematografico è però il film del 1993, diretto da Agnieszka Holland.
Se vi state chiedendo se Il giardino segreto esiste davvero, la risposta è: non esattamente. Gran parte del giardino segreto, infatti, è stato costruito all’interno dei teatri e dei giardini dei Pinewood Studios, nel Buckinghamshire, per poter gestire al meglio le fioriture e le diverse esigenze sceniche.
Dare to be wild
Una giovane paesaggista irlandese e un obiettivo preciso: partecipare al Chelsea Flower Show. È la storia di Mary Reynolds, portata sul grande schermo con Dare to be wild, film biografico diretto da Vivienne De Courcy. Nel film il giardino diventa un manifesto a favore di una progettazione più libera, sostenibile e vicina alla natura, come sosteneva la paesaggista, vincitrice nel 2002 di una medaglia d’oro alla prestigiosa manifestazione organizzata da Royal Horticultural Society.
La piccola bottega degli orrori
Adattamento del musical del 1982, La piccola bottega degli orrori è una commedia musicale horror del 1986 diretta da Frank Oz. La storia segue le vicende di Seymour, timido commesso di un negozio di fiori che scopre una misteriosa pianta carnivora, chiamata dal protagonista Audrey II, in omaggio alla collega di cui è innamorato. Grazie alla pianta, il negozio diventa improvvisamente famoso, ma Seymour scopre un segreto che gli farà rimpiangere di aver trovato la pianta.
Il mio vicino Totoro
Il regista giapponese Hayao Miyazaki è profondamente legato al mondo della natura, presente in tutti i suoi più celebri lungometraggi. Tra tutti, Il mio vicino Totoro, uscito nel 1988, è probabilmente il film in cui il rapporto tra l’essere umano e la natura viene rappresentato nella sua dimensione più intima, poetica e armoniosa. Il film racconta la storia delle sorelle Satsuki e Mei, che scoprono nel bosco vicino a casa la presenza di una grande creatura benevola, Totoro. La natura qui è una forza rassicurante, capace di offrire rifugio alle protagoniste nei momenti di paura. Alberi, ghiande e germogli diventano elementi centrali nell’immaginario del lungometraggio, e celebre è la scena della crescita notturna delle piante, che sintetizza il legame tra infanzia, magia e mondo naturale.
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