“Le Devote delle Dee dell’Olimpo” hanno sfilato nel parco Radicepura a Giarre (Catania), creato dalla famiglia Faro, che da oltre cinquant’anni coltiva piante mediterranee e tropicali. Cinque ettari con collezioni di piante, diversi giardini creati dai più importanti paesaggisti internazionali e installazioni d’arte contemporanea.
Dolce&Gabbana hanno scelto il parco botanico di Radicepura come scenografia per il loro racconto della Collezione Alta Moda 2026 intitolata alle dee. Un racconto quasi mitologico di una Sicilia che vive da sempre la bellezza come un culto, dove offrire fiori alle divinità è ancora un’abitudine viva. Ogni ricamo della collezione è pensato dalla Maison come un piccolo atto di omaggio.
Per mettere in scena questo immaginario Dolce&Gabbana ha costruito all’interno di Radicepura, che ha fornito la “materia prima”, con le sue piante mediterranee e il suo scenario esotico, un allestimento fatto di elementi barocchi e infiorate diffuse lungo il percorso delle modelle. E dai vivai Faro sono arrivate altre tremila piante ad arricchire il percorso: banani e palme, monstere e farfugi, yucche e strelizie, cycas e filodendri.
«Sotto la loro guida, l’alta sartoria si è fusa con la nostra natura rigogliosa, trasformando il parco in un Eden, dando vita a un dialogo estetico intimo, ancestrale e vibrante» ha detto a Vogue Mario Faro, amministratore delegato di Radicepura e coamministratore dei vivai Piante Faro.
Gli ospiti sono stati accolti nel Palmento, dove sono state girate alcune scene di Il Padrino – Parte II di Francis Ford Coppola, poi sono scesi sulla terrazza dove si trova l’opera di Emilio Isgrò “Il sogno di Empedocle”, hanno attraversato il percorso botanico per arrivare alla serra tropicale dove si è svolta la sfilata.

Il parco botanico Radicepura
Il parco botanico Radicepura nasce dal lavoro della famiglia Faro, vivaisti siciliani attivi da oltre cinquant’anni. Piante Faro, l’azienda fondata da Venerando Faro e la moglie Carmela, è partita da un piccolo punto vendita ad Aci Sant’Antonio, per crescere con i figli Michele e Mario, che oggi guidano l’azienda, fino a diventare un riferimento internazionale nel florovivaismo e nella produzione di piante mediterranee e tropicali.
L’edificio storico che oggi ospita la Fondazione Radicepura risale alla fine dell’Ottocento: fu progettato dall’ingegnere acese Mariano Panebianco per la famiglia Pennisi di Santa Margherita, come dono nuziale per una figlia andata in sposa a un Carpinato.
Il palazzo sorse accanto a un palmento già esistente, legato a una produzione vitivinicola che nella zona di Mascali si estendeva per oltre 100 ettari, favorita dalla vicinanza del Porto di Riposto, scalo noto un tempo anche fuori dai confini nazionali. La famiglia Faro ha acquistato la proprietà nei primi anni Duemila, ampliandola nel rispetto delle sue caratteristiche originarie. Nel 2010 è stata costruita la grande Serra Subtropicale, progettata dall’architetto franco-algerino Nadir Guemida: la struttura in vetro e ferro ospita preziosi esemplari di Ravenalia madagascariensis (nota come l’albero del viaggiatore), felci secolari ed enormi foglie di Alocasia e Monstera.

Dal 2017 il parco ospita anche il Radicepura Garden Festival, biennale dedicata al paesaggio mediterraneo in cui giovani progettisti e maestri affermati progettano giardini d’autore destinati a restare permanenti. La sesta edizione, in programma a maggio 2027, con il tema Gardens of hope. Cultivating coexistence, vede la direzione artistica della direttrice di Gardenia, Emanuela Rosa-Clot.

Nel 2019 è stato inaugurato il Giardino botanico vero e proprio, suddiviso in quattro terrazze dedicate a piante rare, aloe, succulente e palme, concepito anche come strumento di ricerca scientifica: al suo interno si trova una banca del seme, sviluppata con la facoltà di Agraria dell’Università di Catania e con gli atenei di Istanbul, Tunisi e Barcellona. Il Parco Botanico Radicepura ha preso la sua forma definitiva nel 2021, riunendo giardino, installazioni del Festival, Biennale del paesaggio ed eventi.
Sarah Eberle, madrina del Radicepura Garden Festival
C’è una figura che accompagna il Radicepura Garden Festival fin dalla sua nascita nel 2017: Sarah Eberle, paesaggista inglese pluripremiata al Chelsea Flower Show. Madrina della manifestazione fin dalla prima edizione, è anche membro della giuria che ogni due anni seleziona i giardini in concorso tra le centinaia di candidature internazionali. Nel 2025 la paeaggista, che ha instaurato un legame profondo con il festival e l’isola, ha realizzato il giardino permanente A postcard from Sicily, con ulivi, limoni e arbusti aromatici.
La sfilata di Dolce&Gabbana
La sfilata Alta Moda di Dolce&Gabbana si è tenuta all’interno del Grand Tour dell’Alta Moda che la maison ha deciso di dedicare quest’anno alla Sicilia: cinque giornate, tra Taormina e il territorio etneo, dalla presentazione dell’Alta Gioielleria al San Domenico Palace fino alla serata conclusiva all’Isola Bella. Ad aprire la sfilata Léonie Cassel, figlia di Monica Bellucci, storica musa di Dolce&Gabbana, e Vincent Cassel.
Gli abiti della Collezione Alta Moda esplodono in un tripudio di colori, tra ortensie, peonie, rose, garofani e fiori di campo. La scelta floreale sembra evocare l’opulenza di alcuni paesaggi mediterranei, fondendosi con le linee sinuose e, al tempo stesso, solenni delle vesti sacerdotali. Pizzi, tulle e ampi drappeggi costruiscono silhouette scenografiche, trasformando gli abiti in altrettanti giardini in movimento, immersi a loro volta nel giardino di Radicepura che li accoglie.
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