Si seminano da aprile a giugno e si raccolgono dopo circa 45-60 giorni. Esistono tante varietà diverse di fagioli da sgranare: dalle nane a quelle che si arrampicano fino a due metri. Facili da coltivare, sono sensibili al freddo.
I fagioli da sgranare (Phaseolus vulgaris) appartengono alla famiglia delle Fabaceae e sono originari dell’America Centrale e Meridionale. Pianta erbacea annuale, può presentarsi in forme molto diverse: compatta e cespugliosa, con fusto eretto e crescita contenuta entro i 45-60 cm, oppure rampicante, con fusti capaci di raggiungere i 2-3 metri. I fiori, delicati e dalla corolla papilionacea (“a forma di farfalla”, tipica di molto Fabaceae), sono generalmente bianchi o sfumati di violetto. Dopo la fioritura compaiono i baccelli penduli, di lunghezza variabile, che custodiscono da cinque e dieci semi. Il loro aspetto cambia secondo la varietà: possono essere uniformi nel colore oppure screziati.
Varietà
Le varietà di fagiolo si distinguono in tre principali gruppi in base al vigore della pianta. Esistono infatti varietà nante (30-50 cm), coltivate per ottenere raccolti in breve tempo, senza bisogno di sostegni; varietà mezzarama, che arrivano fino a 1 m e necessitano di sostegni bassi; e varietà rampicanti e produttive, che crescono oltre 2 metri arrampicandosi su tutori alti, canne o reti.
- ‘Anellino di Trento‘: varietà nana che richeide sostegni bassi; ottimo sapore;
- ‘Bianco di Spagna’: vigoroso rampicante che supera i 2 m, con semi di un bel colore bianco perla, voluminosi e piatti. Il sapore delicato e la buccia sottile li rendono perfetti da gustare lessati nelle insalate. Si possono consumare freschi o secchi. Richiede tutori molto robusti;
- ‘Borlotto Amaranto Nano’: varietà molto precoce e dall’elevate produttività e adattabilità alle diverse condizioni. Il baccello ha striature rosso scuro su fondo chiaro, è lungo tra 12 e 16 cm e contiene 5-6 semi. Si raccoglie sia fresco sia secco. Ottimo anche da surgelare;
- ‘Cannellino’: nano, ha sempe piccolo, bianco e cilindrico. Ecellente sapore burroso, ottimo nelle zuppe;
- ‘Dolico dall’Occhio’: varietà dai baccelli lunghi, sottoli e cilindrici, solitamente di colore verde chiaro o verde opaco, di lunghezza variabile dai 15 ai 30 cm. Spesso portati a coppie, possono essere consumati interi come fagiolini, quando giovani, o sgranati se raccolti a maturità. Il seme è di colore giallastro con tipico alone nero attorno all’ilo bianco. Molto rustica e resistente alla siccità, questa varietà nana ha altezza variabile tra 40 e 70 cm;
- ‘Lamon’: tipicamente coltivato sull’altopiano di Lamon e Sovramonte, e in altri comuni della Vallata Bellunese, questo fagiolo a forma di rene ha striature rosso-violacee su fondo crema. Ottimo da consumare fresco, grazie alla buccia sottile e alla consistenza tenera si cuore rapidamente.

Come coltivare i fagioli da sgranare
Epoca di impianto
Al Sud il fagiolo può essere seminato già a marzo, ma al Nord si aspetta almeno fino a metà aprile, proseguendo fino a giugno e ritardando le semine nelle zone collinari o dove le temperature sono rigide.
Preparazione del terreno
Vangare fino a 30 cm di profondità incorporando compost e letame maturo che serviranno soprattutto a migliorare la struttura del suolo e a fornire una base equilibrata di nutrienti. In seguito rastrellare sminuzazndo bene il terreno.
Semina e diradamento
Tracciare solchi profondi 3-4 cm alla distanza di 50-60 cm l’uno dall’altro per le varietà nane, di 80-100 cm per quelle rampicanti. Posizionare poi 1 seme ogni 3-4 cm alla profondità di 2-3 cm e predisporre i sostegni per le varietà rampicanti, infine coprire i semi e innaffiare. Quando spunteranno le piantine è importante diradare, lasciando una pianta ogni 5-8 cm, nel caso di fagioli nani; ogni 20-30 per quelli rampicanti.
Cure
Una zappettatura superficiale e periodica mantiene il terreno arieggiato e limita la competizione con le erbe spontanee. Può essere utile anche rincalzare quando le piante raggiungono i 20 cm di altezza e prima della fruttificazione. Questa operazione sostiene i fusti e migliora la stabilità, stimolando la produzione di nuove radici.
Raccolta
Si effettua generalmente a partire da 45/60 giorni dopo la semina, e prosegue per oltre un mese e mezzo. I fagioli vanno raccolti ogni 3-4 giorni, mano a mano che maturano. Si raccoglie nelle ore più fresche della giornata, quando i tessuti vegetali sono meno stressati e risultano più resistenti alla manipolazione e quando la pianta è sciutta. Si staccano afferrando il baccello alla base e tirando delicatamente tenendo ferma la pianta con l’altra mano in modo da non danneggiarla. Per stimolare la raccolta ed aumentare la produzione c’è la regola “concima e zappetta”. Dopo la prima raccolta, dai una leggera concimata con organominerale in granuli (NPK 20-10-20) e zappetta tra le file.
Malattie
Gli afidi che si ammassano sui germogli si eliminano con sapone molle di potessio e olio di Neem. Le cimici, invece, pungono i baccelli rovinando i semi. Per tenerle lontano, irrorare con macerati d’aglio e peperoncino. Ruggine e antracnosi provocano invece macchie scure su foglie e baccelli. Si prevengono evitando di bagnare le foglie e seminando non troppo fitto.

Le esigenze dei fagioli da sgranare
Clima
Il fagiolo è sensibile al freddo, le gelate e le escursioni termiche e ama i climi temperati e caldi. La temperatura ideale oscilla tra 18 e 26 °C.
Terreno
Preferisce suoli soffici, ben drenati, poco calcarei e ricchi di sostanza organica.
Esigenze nutritive
Essendo in grado di fissare l’azoto atmosferico grazie ai batteri azotofissatori presenti nelle radici, richiede solo una concimazione prima della semina, con compost o letame. Eventualmente fornire potassio e microelementi quando si schiudono i fiori, per sostenere lo sviluppo dei baccelli. Evitare invece concimi azotati che stimolerebbero la produzione di foglie.
Irrigazioni
Devono essere costanti: bisogna innaffiare quando i primi 2-3 cm di suolo sono asciutti.
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