Dal podere toscano al cortile di un carcere in tempo di guerra, dalle serre di un vivaio napoletano ai giardini di Versailles: ecco una selezione di 10 romanzi (e libri di confine tra narrativa e memoir) in cui piante, orti e giardini non sono semplice ambientazione ma veri protagonisti della storia. Letture ideali per l’estate, da portare in giardino o sotto l’ombra di un albero.
La memoria delle foglie
La cura delle piante come cura di sé
Lorenzo torna, dopo anni di assenza, nel vivaio dell’infanzia, sospeso nell’ex periferia industriale di Napoli. Qui incontra Renato, che gli offre lavoro e amicizia tra corsie di gerani, bonsai, edere, begonie e orchidee. Un romanzo sulla rinascita che passa attraverso innesti, potature e talee.
Perché leggerlo: per il modo in cui la propagazione delle piante diventa metafora della possibilità di ricominciare anche dopo una frattura profonda, e per la Napoli fuori dai luoghi comuni in cui è ambientato.

Un ardente desiderio di primavera
Erbe, animali e cieli nelle lettere dal carcere di Rosa Luxemburg
Venti lettere scritte da Rosa Luxemburg durante i quaranta mesi di prigionia tra il 1915 e il 1918, accompagnate da sedici tavole dell’erbario che la rivoluzionaria componeva raccogliendo le piante dei cortili delle sue carceri: dalla borragine alla pulsatilla comune, ogni fiore diventa un piccolo atto di libertà.
Perché leggerlo: per le tavole originali dell’erbario, riprodotte a colori, e per lo sguardo che Rosa Luxemburg posa sulla natura anche nei momenti più bui della sua vicenda politica.

Al giardino non l’ho ancora detto
Il diario-testamento di Pia Pera
Nel suo ultimo libro, scritto pochi mesi prima di morire, Pia Pera racconta la sclerosi laterale amiotrofica che la sta lasciando priva di autonomia, e il rapporto sempre più profondo con il giardino che ha curato per una vita, ora diventato lo specchio della sua stessa fragilità.
Perché leggerlo: per la lucidità con cui Pia Pera trasforma il giardino in una lente sulla vita, sulla cura e sull’essere curati.

La Repubblica autonoma di Piuca
Un’autobiografia di famiglia scritta in giardino
Sotto una vecchia rosa del giardino di Piuca, in Toscana, il paesaggista Antonio Perazzi ritrova una cassa piena di ricordi: da qui prende avvio il racconto della sua famiglia di scrittori e giornalisti, a partire dalla zia Oriana Fallaci, intrecciato al giardino selvatico in cui Perazzi ha costruito, fin dall’infanzia, il proprio rapporto con la natura.
Perché leggerlo: per il modo in cui la storia di una famiglia italiana del Novecento cresce, pianta dopo pianta, dentro un giardino vero e ancora vivo.

Il signor giardiniere
Il romanzo del giardiniere di Versailles
Jean-Baptiste de La Quintinie, personaggio realmente esistito, è l’uomo incaricato da Luigi XIV di curare frutteti e orti della reggia in costruzione a Versailles. Mentre la corte rincorre il proprio delirio di grandezza, lui non ha occhi che per le sue aiuole, i suoi alberi da frutto, i suoi ortaggi: finché la miseria dei contadini e degli operai che muoiono nella costruzione della reggia gli si rivela in tutta la sua crudeltà.
Perché leggerlo: per il contrasto tra l’idillio georgico degli orti reali e la violenza della Storia che li circonda, raccontato dal punto di vista di chi vive letteralmente con le mani nella terra.

In giardino non si è mai soli
Il diario di un giardiniere curioso
Paolo Pejrone raccoglie in un diario scandito dalle stagioni decenni di incontri con grandi e piccoli giardini, con i giardinieri che li hanno curati (bene, e talvolta male), e con le piante che gli sono più care, dalla robusta camelia in poi.
Perché leggerlo: per la voce narrante, quella del più noto paesaggista italiano, capace di raccontare le piante come persone, con le loro esigenze e i loro capricci.

Giardini in tempo di guerra
Un’escursione letteraria tra i giardini d’Europa
Nel 1992 Teodor Cerić, studente di lettere, fugge dalla Sarajevo sotto assedio e per sette anni vaga per l’Europa, visitando giardini spesso sconosciuti e marginali: dal giardino-cimitero di Derek Jarman nel Kent al voluttuoso Monte Caprino nascosto tra i colli di Roma.
Perché leggerlo: per l’idea, che attraversa tutto il libro, del giardino come rifugio capace di sottrarre chi lo abita al fragore della Storia.

L’uomo che piantava gli alberi
Il classico di Jean Giono
Durante una traversata a piedi delle Alpi provenzali, il narratore incontra un pastore solitario, Elzéard Bouffier, che ogni giorno pianta cento alberi in una terra desolata. Tornando in quei luoghi negli anni successivi, interrotto solo dalle due guerre mondiali, lo scrittore vedrà nascere una foresta intera da querce che nessuno aveva mai piantato prima di lui.
Perché leggerlo: perché in poche pagine racchiude una delle parabole più limpide mai scritte sul rapporto tra un uomo, il tempo e gli alberi. In questa edizione, illustrata e annotata a margine da Tullio Pericoli, che ne firma anche la traduzione.

Il giardino contro il tempo
Alla ricerca di un paradiso comune
Olivia Laing ha quarantadue anni quando diventa per la prima volta proprietaria di un giardino, trascurato da tempo, nel Suffolk. Da qui prende avvio un libro che si muove tra giardini reali e immaginari: dai versi di Milton alle elegie di John Clare, da un rifugio di guerra in Val d’Orcia alla visione di Eden totale di William Morris.
Perché leggerlo: per il modo in cui intreccia la cura quotidiana di un pezzo di terra recintato alla storia culturale e politica dei giardini come spazi di libertà condivisa.

La parola alla difesa
Il giallo di Agatha Christie in cui una rosa risolve il caso
Elinor Carlisle siede sul banco degli imputati, accusata dell’omicidio di Mary Gerrard, figlia del giardiniere della sua ricca zia. Solo Hercule Poirot non è convinto della sua colpevolezza: e a fornirgli un indizio decisivo sarà la descrizione di un roseto rampicante senza spine, la ‘Zéphirine Drouhin’, che cresce vicino alla portineria di Hunterbury Hall.
Perché leggerlo: perché è uno dei rari gialli in cui la varietà esatta di una rosa, e la sua assenza di spine, diventa la prova che permette a Poirot di risolvere il caso.

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