Facciamo la conoscenza con gli ibridi e le varietà di Digitalis purpurea, specie spontanea in Italia. In fiori da maggio a luglio, si prestano ad abbellire zone difficili del giardino.
Alte oltre un metro, slanciate, colorate e cariche di vistose campanelle pendule, le digitali sono erbacee perenni o biennali, che in natura colonizzano il limitare dei boschi, le radure luminose e i pascoli montani, da 200 a 1.600 metri di altitudine, predilingendo suoli ricchi di silice e umiferi, ma adattandosi anche a quelli poveri. Sono importanti piante medicinali perchè contengono glucosidi impiegati nel trattamento delle patologie cardiache, tuttavia se ingerite sono tossiche.
Il genere, il cui areale di diffusione è ampio, conta circa 25 specie, di cui sei spontanee in Italia. Tra queste la più interessante dal punto di vista orticolo è Digitalis purpurea, specie alta da 90 a 120 centimetri, i cui fiori presentano diverse tonalità di rosa-porpora, “sfruttata” dagli ibridatori per ottenere varietà con corolle grandi e numerose, ben distribuite lungo lo stelo, nonché nuove colorazioni.
Suzanne Lukas e il marito Gianni Geotti, appassionati vivaisti friulani del vivaio Susigarden, alla contina ricerca di piante da sperimentare, ne hanno raccolto una piccola e interessante collezione che comprende una dozzina tra ibridi e varietà. “L’abbiamo iniziata qualche anno fa”, dice lei, “quando ci siamo messi alla ricerca di piante particolari, ma facili, a bassa manutenzione e dal risultato sicuro. Qualcosa insomma da portare alle mostre orticole che non passasse inosservato“. E in effetti ci sono riusciti, anche perché delle Digitalis di solito si vendono i semi, mentre non è facile trovare le piantine.

Ibridi e varietà di Digitalis purpurea
Gli ibridi e le varietà di Digitalis purpurea si differenziano per i colori delle infiorescenze, che variano dal bianco al rosa al porpora, e per la loro altezza, compresa tra i 90 centimetri di ‘Apricot’, dall’insolito arancio-rosato, di ‘Dalmatian White’, ‘Dalmatian Purple’ e ‘Dalmatian Peach’, apprezzate per i numerosi steli florali, al metro e mezzo di ‘Gloxiniaeflora’, rosa intenso con macchie rosse nella gola chiara.
Le corolle di forma tuboloso-campanulata sono lunghe da 3 a 5 centimetri e terminano con un labbro inferiore sporgente. Pelose e spruzzate di macchie scure all’interno, hanno ciglia lungo i margini e sono riunite in infiorescenze a spiga, più o meno lassa, che si schiudono gradualmente a partire dal basso. “Gli steli florali quadrangolari e pelosi” dice Suzanne Lukas, “nascono dal centro della rosetta di foglie, ma si fanno un po’ desiderare, comparendo solo a partire dal secondo anno dalla semina”. Ed è forse la lunga attesa il motivo per cui Digitalis purpurea, pur così facile da coltivare, è poco diffusa. “Ultimamente però sono state selezionate varietà biennali che non hanno bisogno di sentire il freddo per fiorire“, precisa la vivaista. “Tra queste, ‘Camelot Rose’ e ‘Camelot White’, con corolle molto grandi, distribuite in modo denso e uniforme su spieghe alte un metro, in fiore già a pochi mesi dalla semina, che si può eseguire anche a fine inverno”.

Facili da naturalizzare
Una volta messe a dimora, le digitali si naturalizzano facilmente. “Per questo le considero perfette per i giardini informali, per quelli che sfumano nel bosco o nella vegetazione spontanea e per le zone difficili dove non si sa cosa piantare. Autodisseminandosi, riempiranno di colore anche gli angoli un po’ trascurati e, grazie all’altezza importante, non passeranno inosservate neanche tra le erbe spontanee” continua Suzanne. Tuttavia attenzione: “Se le si lascia andare a seme, le piante tenderanno a esaurirsi, mentre volendo contenerne la diffusione, bisognerà tagliare gli steli non appena i fiori appassiscono”. In questo modo le gemme laterali verranno stimolate a emettere nuove rosette e infiorescenze, che si schiuderanno in settembre.

Le compagne ideali
Allegre e colorate, le Digitalis sono gradevoli coltivate nelle bordure miste, in piccoli gruppi sullo sfondo. È importante però considerare che, al di fuori del periodo di fioritura, non sono particolarmente attraenti. Quindi è meglio mescolarle a piante capaci di riempire i vuoti lasciati dalle infiorescenze appassite. Piante da mezz’ombra come Iris, Hosta, Aruncus dioicus, Astilbe e Aquilegia sono le compagnie ideali. Anche le felci dai toni verde intenso si abbinano bene, per esempio, a Digitalis ‘Silver Fox’, il cui fogliamo argentato è ricoperto di una morbida e fitta peluria, su cui spicca la fioritura chiara, o a ‘Pam’s Choice’, dalle corolle color crema con macchie rosso sangue nella gola. Bello e scenografico infine l’accostamento con le graminacee.
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