L’orchidea è tra le piante da interno più diffuse, ma annaffiature sbagliate, luce inadeguata e potature improprie sono le principali cause di insuccesso. La nostra guida sulla cura e rifioritura dell’orchidea in casa vi aiuterà a gestirle correttamente, distinguendo tra i principali generi coltivati e spiegando cosa fare prima, durante e dopo la fioritura.
Quanta acqua serve davvero? Dove metterle in casa? Come intervenire dopo la fioritura? Sono alcune delle domande più frequenti e spesso origine degli errori più comuni quando si parla di cura e rifioritura delle orchidee in casa. La nostra guida è utile per distinguere i principali generi coltivati, chiarendo cosa e fare e cosa evitare per mantenere le orchidee sane e longeve.
Quali sono le orchidee da interno?
Con orchidee da interno non si fa riferimento a tutte le specie della famiglia Orchidaceae, ma ad alcuni generi che si adattano alle condizioni domestiche. Comunemente vendute nei vivai e nei garden center per il mercato ornamentale, queste orchidee sono ibridi tropicali epifiti, con esigenze colturali precisi ma gestibili in casa. L’importante è conoscere luce, temperatura, umidità e annaffiatura adatti a ciascun gruppo.
Phalaenopsis
Il genere più diffuso di orchidea da appartamento, spesso chiamata “orchidea falena”. Apprezzata per i suoi fiori grandi e duraturi, può rimanere in fiore per settimane o mesi. Phalenopsis si adatta bene a condizioni di luce moderata.

Cymbidium
Orchidea caratterizzata da pseudobulbi evidenti e foglie lunghe e nastriformi. Cymbidium produce infiorescenze ricche e tollera le basse temperature. Richiede ambienti luminosi e una gestione dell’acqua più regolare durante la fase di crescita.

Paphiopedilum
Conosciuta anche come “orchidea pantofola”, Paphiopedilum si distingue per il labello a forma di sacco. Apprezzata per i suoi fiori insoliti, può fiorire in casa con luce diffusa e umidità costante. Richiedere irrigazione regolare.

Cattleya
Nota per i suoi fiori grandi e profumati, Cattleya richiede luce intensa ma filtrata, indispensabile anche per la fioritura. Le annaffiature devono essere regolari durante la crescita e dopo la fioritura è necessario un periodo di riposo con riduzione dell’acqua.

Dove mettere le orchidee in casa?
Le orchidee vanno collocate in un ambiente luminoso, vicino a una finestra ma protette dal sole diretto. L’esposizione ideale è a est o ovest, mentre a sud è necessaria una schermatura. Temperature troppo basse, correnti d’aria o fonti di calore diretto compromettono cura e rifioritura delle orchidee in casa.
Quante volte si deve annaffiare l’orchidea?
La frequenza di annaffiatura dipende dal genere di orchidea, dal substrato e dalle condizioni ambientali.
- Phalaenopsis: richiede annaffiature regolari ma moderate, in media ogni 7-10 giorni, quando il substrato è asciutto.
- Cymbidium: ha esigenze idriche più elevate durante la crescita vegetativa. In primavera ed estate necessità di annaffiature frequenti e regolari, mentre in inverno le annaffiature vanno ridotte.
- Paphiopedilum: richiede umidità più costante e annaffiature più ravvicinate ma leggere.
- Cattleya: preferisce cicli di bagnatura seguiti da asciutare completa del substrato. Annaffiare ogni 7-10 giorni durante la fase di crescita attiva, mentre nella fase di riposo l’acqua va ridotta.

Orchidea in casa cura e fioritura: cosa fare quando perde i fiori?
In generale, i fiori delle orchidee possono durare da 3 a 6 settimane. La caduta dei fiori è un processo naturale, ma se avviene in maniera precoce è necessario individuare le cause della caduta e intervenire per non compromettere la salute della pianta.
- Valutare le condizioni della pianta: controllare irrigazione, umidità, temperatura e luce e regolare le cure in base alle esigenze.
- Concimare: utilizzare un fertilizzante specifico per orchidee nel periodo di crescita attiva. Evitare di concimare durante la fioritura.
- Rinvasare: rinvaso ogni 2-3 anni. Valutare di rinvasare in un vaso più grande utilizzando un substrato specifico.
- Potare: limitandosi allo stelo floreale, va reciso alla base. Se è ancora verde, può essere tagliato 1-2 centimetri sopra al nodo. Il taglio va effettuato con forbici ben disinfettate.

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